In una giornata attesa e complessa come quella odierna, ritengo debba uscire un po’ di sano animo rossonero… Per cui ho deciso di iniziare dalle cose meno significative, per poi concludere con cose di casa nostra.

NextGen Series. Conosco dell’esistenza di questo torneo sin dagli albori (giugno 2011!) grazie alla completa e dettagliata opera d’informazione dei nostri “amici” al tramonto. Incuriosito scopro che questa competizione europea è nata per volere dell’illustre direttore sportivo del Brentford. Sticazzi direte voi! E vi dirò di più, trattasi di competizione basata su inviti a squadre meritevoli. Bene, questo super torneo per Under19 è stato vinto dalla squadra primavera dell’Inter. Complimenti vivissimi, bisogna darvi atto che: “voi vincete” (semicit.). Spero che ciò rappresenti per voi una lenta alba susseguente a questo strepitoso e inarrivabile tramonto!

Stramaccioni. Tale interplanetario successo ha portato con sé la promozione del Mourinho della capitale: Andrea Stramaccioni. Il romano Stramaccioni subentra al romano Ranieri. Con quali prospettive? Ovviamente vincere tutto! Forza Strama, facci sognare! Il riflessivo e lungimirante Moratti ha pensato a te, non ci deludere novello Villas Boas. Messa da parte la facile ironia, si dice molto bene di lui. Vi è, quindi, la legittima curiosità di vedere cosa potrà fare avendo tra le mani una squadra in caduta libera.

Thiago Silva. E’ accaduto quello che nessuno avrebbe voluto: giocare il doppio confronto con i catalani in contumacia di Thiago Silva. Per molti è stato un errore spremerlo con la Juventus e schierarlo con la Roma. Io non lo penso. Lasciando perdere le sciocchezze di Galliani sulle linee societarie che vieterebbero il turnover, ritengo che si debba sempre schierare i migliori uomini, soprattutto nelle occasioni più importanti. Mourinho docet. Non imputo nulla ad Allegri nella scelta. Imputo a lui e al suo staff molto nella gestione fisica e medica degli uomini. Ci sarà l’estate per parlarne. Ora non conta. Conta vincere il Campionato e fare bella figura in Champions. Peraltro, Thiago Silva era forse giunto ad un punto di rottura. Meglio perderlo dopo dieci minuti con la Roma, che dopo dieci minuti con il Barcellona, con conseguenti sconvolgimenti tecnici e tattici.

Tattica. Ho a lungo rimuginato sui due match giocati nel girone di qualificazione. Questi sono stati disputati da noi in modo diametralmente opposto. In entrambi i casi abbiamo dato la percezione di essere dominati, a tratti quasi scherzati. Ciò nonostante, il nostro oggettivo carattere e la leggerezza degli azulgrana ci hanno sempre consentito di rimanere aggrappati alle partite. E’, comunque, complesso scegliere il giusto sistema per affrontarli, tenendo conto che il nostro gruppo è poco elastico in termini di moduli e stili di gioco. L’obiettivo principale sarà quello di tenere aperta la qualificazione, così da dare un senso alla trasferta del 3 aprile. Per farlo non c’è altro modo se non quello di applicare un classico gioco all’italiana: squadra chiusa e ripartenze veloci in campo aperto. L’assenza contemporanea di Thiago Silva, Van Bommel e forse Robinho, mi paiono, però, precludere un po’ questa opportunità. Alla fine Allegri sceglierà di giocarsela ed in fondo è anche giusto, perchè almeno a San Siro bisogna provarci. Le possibilità sono già ridotte, fare anche la figura della squadretta tutta chiusa dietro potrebbe essere disdicevole.

Formazione. Alla luce delle convocazioni, io scenderei in campo così: Abbiati, Bonera, Nesta, Mexes, Emanuelson, Nocerino, Ambrosini, Aquilani, Boateng, Ibrahimovic, Robinho. Probabilmente giocheremo così: Abbiati, Bonera, Nesta, Mexes, Antonini, Nocerino, Ambrosini, Seedorf, Boateng, Ibrahimovic, El Shaarawy.