..con gli stupri d’angolo, Olivier Bierhoff avrebbe avuto almeno 30 gol in meno.. troppo facile segnare di testa se no…

Più che parlare di singoli seghini che -chi più chi meno – da tempo svernano a Milanello, oggi parleremo di quella specie di rito tribale che sono diventati i calci d’angolo per il Milan. Dato che non sono degni di tale nome, è da qualche partita che ho preso l’abitudine di chiamarli Stupri d’Angolo. Di questo antico rito tribale e pagano, il sommo dio, inventore e mandante è Carlo Ancelotti. Per nostra fortuna l’allenatore di Reggiolo è volato in Francia dove sta riuscendo a perdere un campionato già vinto, contro bande di seghini scatenati che infestano la Ligue 1, tipo Montpellier, Ajaccio, Caen, Brest e squadroni di questo tipo. Ma dicevamo del rito: in principio, il Sommo Sacerdote fu il mai troppo insultato Clarence Seedorf. Generalmente quest’ultimo era il primo depositario del pallone che veniva toccato corto da uno schiavetto sacrificale appositamente portato per toccare la palla dalla bandierina verso i suoi piedi. Il gran sacerdote originario del Suriname a quel punto ondeggiava da fermo e si dilettava in mille piroette a due all’ora che mandavano in estasi telecronisti come Piccinini, per poi toccare la palla all’indetro al terzino, che faceva ripartire l’azione da dietro con un bel giro palla tra centrali di centrocampo rimasti a presidiare la zona. La nascita di un’occasione da rete, veniva puntualmente buttata al cesso in nome di questo assurdo rituale, al quale partecipavano anche i centrali di difesa, che spesso scendevano nella speranza di svettare, ben sapendo che sarebbero tornati di corsa restando a bocca asciutta. Badate bene che anche se sembra buttata in caciara, negare il rito sarebbe da stolti; tutti abbiamo visto centinaia di calci stupri d’angolo battuti in questo modo, potenziali azioni pericolose per mettere in difficoltà la difesa avversaria vanificate da questo rito pagano ed ancestrale. Anziché calciare bene tagliato in mezzo come fanno tutte le squadre, il Milan, da più di 5 anni ripropone questo antico rito. Ultimamente, dato che anche il grande sacerdote perde pezzi e vista la lontananza dell’inventore del rito, c’è stata una sorta di secolarizzazione del rito. Come succede per le tradizioni cattoliche, i giovani ultimamente stanno un po’ perdendo alcune cose, e si è creata una particolare variante. Quest’ultima, come i più attenti di voi avranno sicuramente notato, sta fruttando più o meno come la precendente, ovvero un numero dal valore tendente a meno infinito.  Ma i giovani si sà, sò giovani ed hanno architettato la seguente merdata: due chierichetti sono generalmente incaricati di battere lo stupro d’angolo, e spesso si tratta di Robinho ed Emanuelson; quando lo stupro d’angolo viene assegnato alla destra del portiere avversario, Robinho tocca corto per Emanuelson che appena fuori dal campo crossa in mezzo con il suo mancino (ovviamente nel 96% dei casi è un cross di merda). Stessa cosa a chierichetti invertiti dall’altra parte: Emanuleson tocca e Robinho crossa di destro. I risultati manco a dirlo sono gli stessi, cross di merda e imprecazioni copiose dei tifosi. Quando finirà questo rito? Quando finirà il ricordo di Ancelotti in questa rosa? Per quanto tempo ancora dovremmo subire questo abominio? Quanto ci vorrà ancora per vedere dei bei calci d’angolo tagliati al centro che poi se la prendono gli altri pazienza, non andranno dritti in porta…?! E soprattutto ci sarà un giornalista che un giorno chiederà ad Allegri perché cazzo non battono i calci d’angolo come Dio comanda?

In chiusura dedica speciale ad Josip Iličič del Palermo. Questa chiavica indegna, nella partita di sabato scorso contro la Juventus, ha dato vita ad una delle prestazioni più indolenti della storia del calcio mondiale. Lento, svogliato, non correva, non contrastava, non dribblava… niente, un’ameba calcistica. Ovviamente, visto come si è calato le braghe dinnanzi alla vecchia Signora il Palermo del sempre pessimo Bortolo Mutti non è che potesse fare più di tanto. Però ecco, almeno fai finta, seghino.