Il calciomercato estivo è qualcosa di surreale. L’ultimo colpo di scena riguarda Mattia Destro. Sembra che Adrianone, a Forte Dei Marmi, abbia incontrato per caso Enrico Preziosi e, mentre parlava con lui del più e del meno (dell’insopportabile calura, di politica, di figa), si sia improvvisamente ricordato di essere fra le altre cose l’AD di una grande squadra, ed abbia sondato la pista del giovane attaccante, come sappiamo in comproprietà fra il Genoa ed il Siena.

“Cazzo Enrico, oggi c’ho un dolorino ad un piede che m’infastidisce un casino”.

“Quale piede?”

“Il destro. A proposito…” Eccetera eccetera.

Cose così. La forza della programmazione.

Fatto sta che il Milan sembra si sia inserito prepotentemente in una trattativa che vedeva in pole position altre squadre, cioè la Juve (che si sa, è su chiunque respiri e sappia sferrare calci ad un pallone), l‘Inter e la Roma.

Mattia Destro è un ottimo attaccante.  Il suo acquisto, dopo quelli di Acerbi, Constant e di Traorè che, diciamolo, ci esaltano quanto una foto della Merkel in costume da bagno, e quello di Montolivo, che prima degli Europei scaldava il cuore di nessuno e tanto meno del sottoscritto, imprimerebbe un netto cambio di direzione ad un mercato milanista che, ad inizio estate, era parso tutto fuorché all’insegna della brillantezza.  Al netto di quel  suo fastidiosissimo modo di esultare (una mia fissazione, sia chiaro, a qualcuno potrebbe anche piacere), Mattia Destro sarebbe un grande colpo, uno di quelli che piacciono a me. Un colpo di prospettiva, dove serve (si tratta di una prima punta), di indubbia qualità.

Qunidi non si farà.