Come si sa non sono un tifoso contabile. Ritengo il bilancio  parte importante di una società di calcio, ma non qualcosa di cui il tifoso dovrebbe occuparsi e preoccuparsi. O, qualora la materia appassionasse, non un argomento da utilizzare per scassare la minchia a chi vive il tifo in maniera più sanguigna, a distanza siderale dai freddi numeri. Freddi numeri che dovrebbero riguardare soltanto la società e chi all’interno di essa è profumatamente pagato per fare di conto.

Per questo stento ad accettare ciò che,  stando alle cronache dell’ultima ora, si sta profilando all’orizzonte. Queste cronache narrano di un Raiola in giro per l’Europa per cedere i nostri pezzi migliori, sguinzagliato da un Adrianone che negli ultimi mesi sta contraddicendo se stesso come mai aveva fatto nell’arco di un’intera carriera. Io, che come ho detto tifoso contabile non sono, e sono poco più evoluto di un babbuino, sono del parere che questa è (sarebbe va’, mettiamoci il condizionale, il teatrino milanista è sempre in agguato) la conferma del disimpegno della famiglia Berlusconi dal Milan, sempre che la mancata presenza di almeno un rappresentante di tale famiglia al raduno non fosse già stato un segnale importante.

Il Milan, quello che conoscevamo un tempo, che ultimamente un poco stava già cambiando (sempre più in peggio), probabilmente sta per cedere definitivamente il posto a qualcos’altro, che è sempre Milan ma  un Milan diverso. Un qualcosa che  – sempre ammesso che l’eventuale denaro guadagnato venga reinvestito –  potrà essere frizzante, rapido, interessante, stuzzicante, sano nel corpo e nei bilanci, potrà essere tutto ciò eccetto la cosa che a noi tifosi non contabili interessa maggiormente, cioè competitivo, almeno in tempi brevi (non vincente, c’è una notevole differenza fra i due aggettivi, differenza che in genere le teste lignee dei tifosi evoluti e contabili non riescono a comprendere).

A me va bene tutto. Tutti i Milan mi vanno bene purché siano Milan. Anche se Ibra è un calciatore che non dimenticherò tanto facilmente, così come rimpiangerò per sempre i Thiago, i Nesta e compagnia. Seguirò comunque con affetto gli eventuali sostituti, fossero anche seghini clamorosi, fossero anche calciatori greci.

Certo, preferirei che ci tenessimo i nostri campioni, o che, anche se è improbabile, venissero azzeccati acquisti di giovani e sconosciuti fenomeni e con essi spaccassimo il culo a tutti. Ma tutto questo è secondario rispetto al comportamento nei confronti dei tifosi che è stato ed è vergognoso. Lo ripeto da anni: non è il disinteresse della proprietà che ci fa incazzare, ci fanno incazzare coloro che continuano a sostenere che Silvietto è ancora  un grande presidente (non lo è più da una quindicina di anni, manco conosce i nomi dei calciatori quel tipo) e che senza di lui sarebbe l’Apocalisse, ci fa incazzare l’oceano di balle che ci viene continuamente rovesciato addosso con una continuità nauseante e senza un motivo apparente (che in realtà è sin troppo chiaro: ora evidentemente fa comodo dimostrarsi parsimoniosi agli elettori).

Ah, dimenticavo: tutto ciò è colpa di Allegri.