Dopo gli ultimi eventi non posso più tacere. La pretesa di rimborso da parte di alcuni abbonati è inammissibile. La solita ingratitudine da tifosotti viziati – sicuramente bolscevichi – nei confronti del Nostro Grande Presidente.  Sissignori, tifosotti viziati. Sempre a lamentarsi, a piagnucolare, dimenticando tutto il bene che ha fatto per il Milan il Nostro Grande Presidente (per non parlare di ciò che avrebbe fatto per il nostro Paese se solo i bolscevichi l’avessero lasciato lavorare).  Si meriterebbero Farina, altroché…

“E hanno venduto Thiago gnègnègnègnè…”

Puah, piangono per un mercenario che  diciamolo, era bravino con i piedi ma insomma, spesso e volentieri si perdeva l’uomo.

“E  hanno venduto Ibra gnègnègnègnè…”

Puah, piangono per uno che, diciamolo, non è altro che uno zingaro prepotente e spacca spogliatoi con chiare tendenze omosessuali (virus diffuso in Europa nel secolo scorso dai bolscevichi), un accentratore succhiasoldi che rovinava il gioco di una squadra altrimenti mostruosamente spettacolare.

Piangono, e insultano il Nostro Grande Presidente, maledetti tifosotti. Ma ci rendiamo conto a che punto di di di… ecco sì, d’ingratitudine siamo arrivati?

Eh sì, ma vogliono vincere sempre, loro. Vogliono ogni anno la Champions League e lo scudetto, loro. Dimenticando che prima dell’Avvento del Nostro Grande Presidente erano in serie B. Non è vero che il Milan, quando venne rilevato da Lui, fosse giunto settimo in serie A, è una menzogna messa in giro dai tifosotti bolscevichi, i quali sanno solo mentire e odiare, odiare e mentire. C’è chiaramente scritto nel bellissimo fascicolo di Forza Italia spedito a tutti gli italiani all’epoca della Discesa In Campo: il Milan era in serie B quando arrivò Lui, il Nostro Grande Presidente, il Quale lo salvò dal fallimento e lo condusse fino ai trionfi che tutti conosciamo. C’è scritto tutto, lì, è sufficiente prendersi la briga di leggerlo qualora, assai colpevolmente, non sia mai stato fatto. Io ne ho una copia adagiata in una teca in salotto, posta giusto sotto il quadro che ritrae Lui, una copia conservata gelosamente in perfetto stato in busta sigillata, sterilizzata e profumata. Se non ci credete ve la mostro.

Facile fare gli sboroni con i soldi altrui. Non lo sanno i tifosotti bolscevichi che Lui è costretto a sborsare di tasca Propria millemilamiliardi di euro per ripianare un buco di bilancio che mediamente quello scialacquone di Galliani, all’insaputa di tutti, ogni anno butta nel cesso? Non lo sanno i tifosotti bolscevichi politicizzati che Fininvest se la passa malissimo e che trentordicimilamilionidimiliardi di posti di lavoro sono a rischio? Eh, ma loro se ne fregano, che ne sanno loro di queste cose? Sono comunisti dopotutto, quelli sarebbero in grado di gestire con efficacia soltanto qualche gulag disperso in Siberia

Poi, dopo che Lui, il Nostro Grande Presidente da dietro le quinte avrà suggerito tre o quattro grandi rinforzi  (come peraltro ha sempre fatto grazie ad una estrema conoscenza del giuoco del calcio e di tutti i più promettenti calciatori italiani e stranieri del globo) e Galliani li avrà ingaggiati per un tozzo di pane, e dopo che grazie ad essi avremo conquistato il triplete, tutti, anche i tifosotti bolscevichi, vorranno salire sul carro dei vincitori. Ma noi, i veri tifosi, quelli che hanno sempre creduto in Lui (quindi gli unici aventi diritto di definirsi milanisti), saremo lì a ricacciarli giù come meritano.

Grazie di esistere, o Nostro Grande Presidente. Il Milan non sarebbe Milan senza di Te, non è mai stato Milan prima di Te e non lo sarà mai più dopo di Te.

Il quadro che dà lustro al mio salotto e sotto il quale mi genufletto ogni mattina