PREMESSA: Oggi niente seghini! Stare dietro alle qualificazioni mondiali, con tutte le chiaviche che giocano nelle varie nazionali minori sarebbe stato troppo. Oggi mi abbandono al mio lato sentimentale scrivendo una lettera a cuore affranto. Spero apprezzerete.

Ciao Zlatan,

lo so, sei un tipo duro e non ti piacciono i sentimentalismi… permettimi però di scriverti questa missiva per cercare di spiegare quanto mi manchi, quanto manchi al Milan e quanto manchi a quella parte di tifoseria che ho la presunzione di definire “sana” (o quantomeno pensante). Parlerò in prima persona singolare, ma sono quasi certo che la maggior parte qua dentro, concorderà con me su ogni punto.

Vedi Maestro Zlatan, da quando sei andato a Parigi (o meglio, ti hanno mandato) a Milanello c’è una desolazione tecnica e sociale da depressione. Per depressione non intendo quella passeggera da adolescenti sfigati che si sentono incompresi, intendo proprio una grande depressione, tipo quella della crisi del ’29. I soldi ricavati con la tua cessione (e quella di Thiago) non sono stati reinvestiti neanche in minima parte in qualcosa di utile. Quel signore che ti ha venduto ai beduini ha chiuso i rubinetti e incaricato Galliani di rifondare la squadra con una ventina di euro. Capirai benissimo che non essendo quest’ultimo dotato di grande senso degli affari, e non disponendo di osservatori di talenti, ha acquistato (o meglio preso in prestito) tanti di quei seghini che, se fossi ancora a Milanello, avresti il tuo bel da fare per cazziarli tutti. Non ti immagini neanche quanto siano scarsi, forse persino tu avresti difficoltà a mandarli a rete con i tuoi geniali assist, tanto sono impediti. Ad esempio, a quel Traoré preso a parametro zero dal Nancy, mancano proprio i rudimenti di questo sport e non ha la minima concezione di come si dovrebbe muovere non solo in un centrocampo, ma forse anche in un centro sportivo di allenamento. Dovrebbe tornare indietro ai giovanissimi provinciali e riprendere tutto il percorso calcistico da zero. Oltre a lui, quella serpe con la cravatta gialla ha preso un tale Constant dal Genoa (che sembra più un venditore di rose che un giocatore di calcio), ed un tale Acerbi dal Chievo, il quale da qualche tempo è sparito nel nulla, manco fosse in camporella con una ragazza ai tempi del Mostro di Firenze nelle campagne di Scandicci. Hanno venduto, assecondando i suoi osceni voleri quel vigliacco di Cassano (che con i piedi ci sa fare, poco da dire) e lo hanno scambiato con Pazzini; quel parassita dell’area di rigore mortifica ogni giorno il gioco del calcio, stuprando la tua memoria ogni volta che lo vedo entrare in campo con la numero 11.  

Ti starai chiedendo che ne è stato dei tuoi vecchi compagni. Ti dico solo che in attacco siamo nelle mani di quel minchione egizio con la cresta, El Sharawy.. esatto, proprio quello che dovevi sempre “spronare” perché troppo volitivo in campo. Ti basta? Robinho è ormai un giocatore da beach-soccer, Pato si è rotto (strano vero?) anche se non ci sei più tu ad opprimerlo come dicevano quei soloni che non ti hanno mai sopportato. Nocerino? Credo sia clinicamente morto.. deve aver preso qualche pallonata in testa perché non sa più giocare; solo qualche apparizione ad inizio anno, prima di accomodarsi mestamente in panchina . Il tuo ex compagno di scorribande Boateng è ormai l’esatto opposto del giocatore cazzuto e concreto che conoscevamo quando c’eri tu ad innescarlo… ora che si è preso la maglia numero 10 e crede di essere il fenomeno della squadra, non fa altro che tirare da qualunque posizione e far smadonnare i tifosi che lo vorrebbero prendere a pedate nel culo mentre va a recuperare i palloni che regolarmente spedisce al terzo anello. E poi ricordi quel Luca Antonini, il terzino sinistro, quello con il numero 77? Esatto, proprio quello che sfanculavi e cazziavi ogni volta perché non metteva MAI un cross giusto.. anche quella chiavica si è montata la testa e quest’estate si è autoproclamato senatore del nuovo corso, aggiungendo che toccherà anche a lui dare il buon esempio ai giovani. Cioè te lo immagini lui che da l’esempio? Ah Maestro, se ci fossi tu non sarei più costretto a vedere certe cose, tipo passare 80 minuti ad assediare quei provinciali dell’Inter senza riuscire a fare un gol che è uno contro una squadra di giovani e vecchi mal assortita da un allenatore che tenta di scimmiottare maldestramente Mourinho.  Non dipenderemmo più dalla vena di un giovane ventenne crestato che si fa le sopracciglia più fini di quelle di Moira Orfei, e del trequartista non ci fotterebbe una mazza, tanto avresti fatto tutto tu là davanti, come sempre. 

Mi mancano le tue doppiette e triplette in quelle partite invernali a S.Siro, dove le squadre di seghini si chiudevano in trincea prima di venire spazzate via da una tua invenzione, da un tuo bolide, da un tuo geniale assist che mandava in rete chiunque passasse là vicino e dimostrasse di aver seguito l’azione.  Li prendevi tutti a pallonate Maestro, non potevano fare nulla tranne provare a darti qualche scarpata. Quando c’era un rigore non avevo più paura, per me era già gol, iniziavo ad esultare già dal fischio, nessuno con noi ti ha mai parato un rigore, fosti tu a tirarlo sul palo contro il Cesena nel giorno del tuo debutto; da allora mai un errore. Non solo, mi manca la tua presenza in campo anche quando non segnavi. A tal proposito ricordo quando, con gesto di estrema generosità, desti uno schiaffone ad Aronica nel tentativo di redimerlo dalla sua stoltaggine in un Milan Napoli dell’anno scorso. Oppure quando sfasciasti la mascella a Materazzi che nei giorni prima del derby aveva giurato di farti la pelle; che bello fu vederlo uscire in barella dolorante e con la copertina, ricoprendolo di insulti e sbertucciandolo a dovere, cullando il dolce pensiero di saperlo a bere semolini nei giorni seguenti. E che dire di quelle tue esultanze a braccia aperte sotto la Curva Nord nei derby, quella stessa curva che un giorno invitasti a sucare quando ancora indossavi la loro orribile maglia. Tutti abbiamo riso quando apostrofasti quella strega di Vera Spadini con quel sincerissimo “cazzo guardi?” a cui lei non ebbe il coraggio di replicare. Non mi dimentico neanche di quando, in quella luttuosa notte, mortificasti ed annichilisti lo spirito di patata di Julio Cesar che  provava ad innervosirti. Ti confesso che ti ho appoggiato persino quando hai cazziato Arrigo Sacchi che aveva provato a farti una battuta; l’omino di Fusignano era da un po’ che mi stava indispettendo, specie quando sbrodolava per Mourinho, l’esatta antitesi della sua filosofia calcistica. Quanto mi mancano i tuoi cazziatoni e le tue occhiatacce a Pato, quelle che facevano incazzare i fans dello stupido papero, che poi sono gli stessi che hanno gioito della tua partenza, dandoti dell’accentratore di gioco e dello spacca-spogliatoi. Chissà, forse si stanno rendendo conto anche loro di cosa eri per la squadra, anche se non lo ammetteranno mai, in quanto stolti ed in pura mala fede.

Credo sia abbastanza per uno di poche parole come te, ma era giusto per farti sapere che qua, da quando sei andato via è una via crucis infinita.

Ciao Maestro, stammi bene, mi manchi un sacco!

Salutami il gobbo di Notre-Dame e se per caso non trovassi casa, a Milano sappi che c’è molta più scelta.

Un abbraccio..

P.S. ci siamo costituiti in associazione