Galliani, si sa, è scaramantico. Non si cava via quella orripilante cravatta giallo ammonizione credo dalla finale di Atene 1994.
Ragion per cui tende a iterare tutte le cose che, a senso suo, possano giovare alla causa milanista, come se una superiore cabala, divinità o fato astrale potesse influenzare le prestazioni dei nostri calciatori.
Della cravatta appunto abbiamo già detto, ed è noto a chiunque che la seconda maglia, rigorosamente bianca, è quella “delle finali”, utilizzata in tutte le sfide a rischio dentro-fuori nelle coppe: e proprio a sottolineare questa scelta, ha ribadito che il Milan non giocherà “mai più in nero”, dopo le tre sberle che ci rifilò l’Arsenal lo scorso marzo (passando per l’1-3 col Napoli e lo 0-2 con la Lazio, sempre della scorsa stagione).
L’attenzione ai dettagli di Adrianone è maniacale, specie sulle maglie: per questo a Bari si gioca sempre in nero (nonostante quanto appena detto), mentre a Bologna sempre in bianco, ma con pantaloni rossi, memori della vittoria nella stagione ’98-’99, partita in cui riuscì a segnare nientepopodimeno che Bruno N’Gotty. Non so se mi spiego.
Premesso che trovo abbastanza stucchevole tutto questo, sebbene io sia il primo a cambiare posizione sul divano sperando che ciò raddrizzi i piedi di Robinho o impedisca a Boateng di tirare da centrocampo, ritengo che l’ultimo esperimento necromantico della società stia dando qualche risultato: ovviamente mi riferisco all’iterazione delle visite del presidente a Milanello.
Effettivamente uno slancio c’è stato, specie in elementi come Robinho e Nocerino che, tornati titolari, sebbene con prestazioni non proprio esemplari hanno comunque cacciato la palla in fondo al sacco, contribuendo finalmente anche loro alla sgangherata causa rossonera in questa stagione.
La notizia del giorno è che oggi Silvio ha marcato visita: causa maltempo, Berlusconi ha disertato l’appuntamento settimanale con la squadra, ma in compenso ha promesso “3-4 colpi” di mercato.
Galliani, ripresosi dallo svenimento dovuto alla rottura della serie di visite di Silvio, si è subito precipitato dal suo discount preferito, quel Genoa che meritatamente occupa l’ultimo posto, oltre a una piazza d’onore nel nostro giovedì dei seghini.
I nomi accostati al Milan fanno rabbrividire: Kucka scartato dall’Inter che gli ha preferito Guarin, e Seymour che faceva la panchina a Catania (mica al Barcelona).
E a proposito di Catania, si narra di un interessamento per Biagianti, così come si narra di Weiss o Biabiany per sostituire Robinho dato per sicuro partente.
Se così andranno le cose, spero che la scaramanzia funzioni: cravatte gialle per tutti, policromia nella divisa e Silvio traslocato per l’intera settimana a Milanello.
D’altronde, meglio lì che a palazzo Chigi…