La terza legge della dinamica, conosciuta anche come principio di azione e reazione, enuncia quanto segue:
“Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”.
Adriano Galliani e Silvio Berlusconi stanno cercando di confutarla in ogni maniera conosciuta dall’essere umano. Infatti, secondo la logica dei due dirigenti cacciaviti vendendo i giocatori più forti della squadra, rimpiazzandoli con brocchi scelti più che altro per il costo del cartellino che per le effettive qualità, il valore netto della squadra non dovrebbe cambiare.
Il Mister invece, come qualsiasi uomo dotato di un quoziente intellettivo superiore a quello del gibbone, ha capito che smembrando una squadra ad un ritmo così vertiginoso i risultati stentano ad arrivare.

Si vocifera inoltre che, in questi primi giorni di mercato, il Milan abbia venduto Pato non tanto per investire nuovamente i soldi ricavati dalla sua cessione, ma per coprire il buco di bilancio derivante dai mancati utili derivanti dalla probabile mancata qualificazione alla prossima Champions League.
“Conoscete la teoria del piano inclinato?
No? Ve la spiego.
Se metti una pallina in cima ad un piano inclinato la pallina comincia a scendere. E per quanto impercettibile sia l’inclinazione inizia a correre e correre, sempre più veloce, fermarla è impossibile.”
Questa teoria resa famosa dal trio comico Aldo Giovanni & Giacomo è perfetta per chiarire lo stato passato, attuale e futuro del Milan.
Il momento in cui la pallina viene messa in cima al piano inclinato è sicuramente la cessione di Sheva al Chelsea. In quel momento la pallina ha cominciato la sua lenta, ma inesorabile corsa. Dopo la finale di Atene e i rinnovi ai senatori la pendenza si è fatta leggermente più inclinata. La cessione di Kakà ha reso il falsopiano una leggera discetta. Le spese della campagna acquisti di due anni fa e lo scudetto 2011 sembravano poter fermare questa pallina, ma le cessioni di Ibra e Thiago, unite alle perdite simultanee di Nesta, Gattuso, Seedorf, Inzaghi, Van Bommel, Zambrotta e gli acquisti “mirati” hanno trasformato la discesa in un burrone. Un burrone del quale non si vede la fine.

Il Milan attuale è in caduta libera. Il paracadute è rimasto sull’aereo. Si vive, clamorasamente, alla giornata. Si spera, perchè ormai si spera solamente, che il “prima di comprare qualcuno dobbiamo sfoltire la rosa” sia la verità. In cuor nostro sappiamo però che in caso di vendite di giocatori di primo piano i sostituti raramente saranno campioni che potranno trasformare la rovinosa caduta che ci attende in un atterraggio morbido.
Si spera che Galliani riesca come un mercante veneziano a vendere le sue scarse stoffe nel Meditterraneo con discreti profitti.
Si cerca di racimolare un milioncino dai Bizantini per Antonini (anche se vogliamo offrirgli il gallico Mesbah) e qualche milioncino in più dai Sarmati per Abate, anche se il crocevia del mercato dell’unica squadra di Mediolanum è il Nuovo Mondo, dove dopo il sacco di San Paolo si cerca di estorcere più Reali possibile alla compagine del Santos per Robinho.
A mio modestissimo avviso i tempi di queste cessioni sono totalmente sbagliati. Infatti, come è già avvenuto in estate, i club che possiedono i giocatori che potrebbero essere corteggiati dal Milan, alzeranno i prezzi dei cartellini impedendo allo squattrinato A.D. Milanista di chiudere affari redditizi. L’unica possibilità potrebbe essere quella di sperare in qualche colpo last minute, con la possibilità di ritrovarsi come qualche mese fa a comprare giocatori più per dovere di fare “bella figura” che per motivazioni tecniche.
In ogni caso della famosa programmazione, della celebrata linea verde, della voglia di costruire una squadra dominante per i prossimi anni non c’è proprio nulla.

Ma sicuramente, visto che siamo in periodo di campagna elettorale, verrò smentito.
Io, prima di andare a comprare la vasellina, mi porto avanti:
Grazie presidente per l’atto eroico e l’amore che dimostra ogni anno verso il Milan, anche in tempi di crisi economica.

Infine una piccola provocazione. Quelli dell’altra sponda del naviglio hanno comprato Rocchi. Il tutto è passato relativamente sotto traccia, così come la crisi degli eroi facchettiani guidati da Stramaccioni. Ma se fossimo stati noi a comprare Rocchi? Quale putiferio mediatico si sarebbe creato? Come mai quando i vecchi arrivano da noi c’è scandalo, ma quando vanno degli altri no?
“Tutto è relativo” diceva uno scienziato abbastanza famoso.