E pensare che c’è qualcuno che lo rimpiange in casa rossonera…
E’ per me del tutto inspiegabile come un seghino immondo come Marco Borriello abbia potuto giocare titolare nelle principali squadre italiane, tra cui il Milan, prima di tornare meritatamente a vegetare in squadre da medio-bassa classifica.

Del Neri vede l’esonero e urla “SEGHINO!!” a Borriello

Quest’ameba dell’area di rigore, nota per l’avversione sia al gol che alle pettinature decenti, si traveste da Babbo Natale arrivato in ritardo proprio come arrivava tardi sugli assist di Ronaldinho, e restituisce il regalo ricevuto dall’improvvida difesa del Catania, sparando su Betelgeuse un pallone ricevuto a 30 centimetri dalla porta.
Ne fa le spese Gigi Del Neri, che viene giustamente esonerato dopo l’ennesima figuraccia del grifone, roba che manco in Ciappazzi-Mamertina, valevole per il campionato di Promozione Sicilia, girone B.
Per un seghino che è andato via, ovviamente ce n’è un altro, un mangialumache pettinato come Barbie, che campeggia stabilmente nei primi posti della classifica dei bidoni rossoneri stagionali.
Sto parlando dell’ignobile Philippe Mexès: se Borriello è Babbo Natale, lui è certamente la Befana. E nella calza, dopo il regalone a Vucinic in Coppa Italia, e quello a Eder-Icardi contro la Samp, ci infila un bell’autogol che significa 10 minuti finali di sofferenza contro il Bologna.
Sta rapidamente scalando la classifica, quella degli autogol, l’erede di Comunardo Niccolai, quel Michele Canini non a caso fino al mese scorso alfiere della fucina di seghini residenti sotto la lanterna. Neanche il tempo di passare dal Genoa all’Atalanta nel mercato di Gennaio che già inguaia gli orobici, siglando nella sua stessa porta dopo solo un minuto. Un autogol da ufficio inchieste, anche se il nostro antieroe non è nuovo a certi gesti tecnici, dato che già la scorsa stagione, quando vestiva la maglia del Cagliari, con un pregevole tocco sotto scavalcava il proprio portiere e cuciva lo scudetto sul petto dei gobbi.

“A te, caàta!”

Ha però ragione il nostro Betisquadra (che oggi indegnamente sostituisco), quando afferma che il male del calcio sono i portieri. E’ tra i pali infatti che si verificano le seghinate più allucinanti.
Il pirla di giornata è uno tra i nostri portieri preferiti, ripetutamente oggetto di scherno per le sue teatrali sceneggiate, il numero uno del Napoli Morgan De Sanctis.
Una ciabattata dalla propria metacampo di Facundo Roncaglia (che, per inciso, per i tifosi viola è l’equivalente di Chuck Norris) diventa un lancio troppo lungo per Toni e finirebbe comodamente spazzata via da Britos se De Sanctis, folgorato sulla via Chiaia dall’apparizione improvvisa nel cielo del simulacro di Ibrahimovic che schiaffeggia Aronica, non fosse uscito saltando verso il nulla, e consentendo così al pallone di rimbalzare in rete, per il tripudio della curva Fiesole.
E poi dicono che non è vero che il livello del calcio italiano s’è abbassato…
Chiudo, con una postilla notturna aggiunta a articolo già pianificato, per raccontarvi d’un seghino d’Oltremanica, Eden Hazard del Chelsea. Ieri notte, i puffi di Londra hanno aggiunto un’altra perla alla collezione di figure di merda del loro mister, Rafa Benitez, noto seghino delle panchine ed usurpatore di titoli altrui, facendosi eliminare dalla FA CUP per mano dello Swansea.
Il francese che porta il cognome d’un telefilm anni 70 più che fare una seghinata però, fa una vigliaccata: onde accelerare la ripresa del gioco, spinge a terra il ragazzino raccattapalle e lo “convince” a dargli il pallone sferrandogli un calcione nelle costole.
Più che un seghino, Hazard, sei proprio un coglione.