Mario Balotelli come Zlatan Ibrahimovic. Tranquilli non sono ancora totalmente impazzito. Sono ben conscio delle differenze che percorrono tra gli ultimi due centravanti di un certo spessore che hanno vestito la nostra maglia negli ultimi anni.
E’ altresì vero che, almeno nella mente del tifoso milanista, i due giocatori provochino la stessa reazione: “fino a quando in campo c’è lui, possiamo sempre tirare fuori un qualcosa d’importante“.
Zlatan di partite come quelle di ieri ce ne ha risolte a quintali durante i due anni della sua permanenza. Mario in queste 3 partite ha messo il suo timbro in maniera ugualmente importante. Il campione statistico non è ancora attendibile ma se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera c’è di che essere ottimisti..

Alzi la mano chi, da quando il numero 45 rossonero gioca con noi, non ha pensato almeno una volta nelle ultime tre partite giocate: “date la palla a Mario che qualcosa lo può inventare”.
Per inciso Mario ha preso, in maniera assai più prepotente, il ruolo che è spettato per metà stagione a El Sharaawy.
Di tutto questo strapotere che Mario sembra imporre sul campionato italiano ne beneficiano assai la squadra e il pubblico; la prima sembra soffrire le partite molto meno dal livello psicologico, il secondo è come caduto in una sorte di amore catatonico per il bresciano.

Se a questo uniamo l’esplosione di Niang, perchè a mio avviso di esplosione si tratta, le conferme di De Sciglio e Costant come terzini di un certo livello, El Sharaawy che seppure in un momento di forma non eccelsa è un talento come pochi se ne vedono e un Montolivo che sta prendendo sempre più in mano le redini del centrocampo, il quadro di una squadra che può conquistarsi un degno posto in classifica è quasi completo. Rimane scoperto quel tallone d’achille chiamato difesa. Tra Mexes, Zapata, Bonera e Yepes è ancora difficile capire, a febbraio inoltrato, chi siano i due centrali titolari del Milan. Non benisimo.

Resta il fatto che in Italia si può parlare ancora, finalmente, di uno che quasi solo può fare la differenza. Ed è ancora nostro. Stiamo costruendo un bel nucleo. I frutti di Mario potranno essere un piatto davvero prelibato nei mesi, ma soprattutto negli anni a venire..

Ps: Si entra ufficialmente nella periodo più importante dell’anno. Barcellona prima e derby poi sono partite fondamentali per le sorti della nostra stagione. Incredibilmente difficile la prima, più abbordabile la seconda è però nostro dovere onorare gli impegni. Se questo gruppo che fino a qualche mese fa non era neanche minimamente pronosticabile come tale si vuole imporre mi aspetto due grandi partite, almeno dal punto di vista della cattiveria agonistica.
FORZA LOTTA, VINCERAI, NON TI LASCEREMO MAI!!!