Torna su Screwdrivers, patria di chi ama il bel calcio (e quindi Allegri), la solita rubrica che settimanalmente dissemina merda sui seghini che infestano il mondo del calcio.
Doverosa la parentesi sul calcio europeo, che ieri ci ha regalato alcune perle mica da ridere.

Farfan infierisce su quel seghino di Huntelaar

La più clamorosa è quella di Klaas Jan Huntelaar dello Schalke 04 (qui, al minuto 1.48): sugli sviluppi di un corner, riceve la torre di testa di un compagno e in scivolata, sulla linea di porta, riesce a colpirla credo con la milza, e a mandarla altissima, provocando in Germania un coro di bestemmie tali che quasi quasi il papa ci ripensa.
L’altra, e ve la racconto con estrema soddisfazione, è la punizione nonché unico tiro in porta del Quadripallonedoro, la pulce Leo Messi. Dopo una partita passata a tentare di dribblare Ambrosini e Constant con risultati imbarazzanti per lui e per chi l’ha votato, prende il pallone e si accinge a calciare una punizione da posizione interessante. Carico come una molla, prende dodici chilometri di rincorsa e tira un bolide imprendibile per chiunque, spedendo il pallone a galleggiare nella stratosfera prima di precipitare chissà dove nei dintorni di via Aldobrandini poco fuori San Siro.
Anche il campionato però ci ha regalato qualche perla.
La prima seghinata è proprio a favore nostro: venerdì l’onesto Gabriel Paletta, nel maldestro tentativo di anticipare le nostre punte, si cimenta in una improbabile scivolata scomposta a caccia del pallone.
Il risultato è una inguardabile spaccata che neanche la ragazzina cicciona che vuol fare danza a tutti i costi e al saggio va in ultima fila farebbe così male, e la palla finisce in fondo al sacco, sbloccando la partita poi decisa da SuperMario Balotelli, “lo scarto di quelli a cui noi l’abbiamo scartato” (non mi stancherò mai di cit).
A risollevare le sorti della mai abbastanza vituperata banda di seghini rossoblù del Genoa, invece, non poteva che essere un portiere.

Ballardini rivede in Merkel il suo amico d’infanzia Marcovan, e ce lo racconta così

Uno dei peggiori esponenti della categoria, uno di quelli che nell’album Panini non c’ha manco la foto ma gli danno il trafiletto sotto lo scudetto argentato, come un Mario Ielpo qualsiasi: Daniele Padelli, che su un cross dalla destra fa un’uscita da ufficio inchieste (al quale peraltro non è nuovo) e consente a Kucka di insaccare un gol che nemmeno Robinho avrebbe sbagliato.
Sbaglia invece, per completare l’opera del compagno, un altro calciatore dell’Udinese, quel Merkel sbolognato via dal Milan senza pensarci due volte. A conferma che il calcio azero non è esattamente quello brasiliano o spagnolo, il biondo centrocampista, che, dicevano, al Milan “deve giocare sempre titolare” (cit. uno che “sa di calcio”), su un assist al cioccolato di Di Natale riesce a centrare l’autobus numero 13 di passaggio fuori dallo stadio e diretto a Piazza Caricamento.
Chiude la giornata calcistica e il post una squadra che, in toto, merita il pubblico ludibrio, a causa di una prestazione a dir poco pietosa, roba che neanche il più volte citato Ronchi dei Seghinari: ‘aaa Lazie.
Undici fantasmi si son fatti prendere a sberle dall’ultima in classifica, una squadra che può vantare tra le sue file il temibilissimo Rosina (detto Rosinaldo), e gente del calibro di Della Rocca, Rubin, Sestu ed Emeghara. Quest’ultimo ricorda il carneade Enyinnaya del Bari che, assieme a “vecchio cuore” Cassano, schiantò una certa squadra nerazzurra circa quindici anni fa.
A proposito… no, non dico nulla. Non voglio tirarmi sfiga.
Se domenica va tutto bene, giovedì prossimo prenderanno doppia razione, altrimenti avranno compensato i vituperi meritati dopo la disfatta di Firenze.
Nel frattempo li lasciamo alla loro difficilissima sfida con la “banda di giostrai” (cit. dal blog dei “fratelli del mondo”). Auguri!
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Fin qui il post è di Darko. A sua insaputa inserisco qualcosa di ieri sera.
Ghost

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Questa è la coreografia vista dalla nostra postazione

seghini

Ciao ciao a tutti i seghini…