Finalmente lo giochi dalla parte giusta, Mario.

Finalmente lo giochi dalla parte giusta, Mario.

Low profile – C’è una cosa di cui sono abbastanza certo: fino a un paio di settimane fa un buon numero di tifosi milanisti era convinto che l’approccio alla partita di domani sarebbe stato diverso. Una sconfitta onorevole in casa col Barcellona ci avrebbe fatto pensare alla trasferta spagnola come a un’impresa e a dire che, suvvia, quest’anno l’Europa non è per noi, pensiamo al campionato, c’è questo derby per cercare di tornarci anche l’anno prossimo, nell’Europa che conta. E invece, uno-due ghanese e siamo qua a presentarci nel derby in trasferta con in mano lo scalpo (mezzo, in verità) della squadra più forte del mondo e nel mirino la squadra (forse) più in crisi in Italia al momento. Arriviamo, insomma, a questo incontro cruciale della stagione da favoriti, sulle ali dell’entusiasmo, imbattutti da un mese e mezzo e con un undici titolare piuttosto rodato. Siamo carichi a mille, magari qualcuno dice scaramanticamente che il derby lo vincono gli sfavoriti, qualcuno sostiene che dopo tanto salire può capitare di scendere e peccato che debba capitare contro i prescritti, qualcuno teme che le gambe non reggano novanta minuti dopo l’impegno europeo, però, in realtà, ecco, per la prima volta in stagione siamo, intimamente, ottimisti per quel che sarà domani ed il futuro. I giocatori, forse, pure. Male.

Non è con l’ottimismo che il Milan è risalito in classifica, bensì è col realismo, la consapevolezza dei propri limiti, di essere l’inizio sperimentale di una nuova era, di un nuovo concetto di squadra e di rosa, figlia di un mercato di basso profilo e di programmazione presente a parole, ma nei fatti chissà. Il Milan, in particolare il suo ingiustamente bistrattato allenatore Massimiliano Allegri ed i giocatori, hanno sempre fatto professione di modestia e di duro lavoro. Io voglio che questo stato d’animo e questa predisposizione dei nostri ragazzi continuino. Testa bassa e pedalare, concentrazione a mille, coscienza dei propri limiti, moderazione, profilo basso. E’ così che i rossoneri hanno agganciato il terzo posto, ricordiamocelo.

La scelta tecnica. Ahah.

La scelta tecnica. Ahah.

Gli avversari – L’Inter sta messa male. Se avete visto la partita di domenica scorsa avrete avuto l’impressione di una squadra non scesa in campo, di una voragine a centrocampo, di giocatori pronti a subire senza reagire. A me sembra che ci sia un bel po’ di caos nella parte brutta di Milano: è vero che gli infortuni non aiutano (mentre scrivo, leggo che per domani non è scontato il recupero da un problema muscolare di Chivu e si tenta ai limiti dell’impossibile quello di Ranocchia, vittima di una distorsione al ginocchio giovedì contro il Cluj), però hanno questo reparto mediano sempre un po’ in subbuglio, una difesa disposta sempre in maniera diversa ogni partita, e quell’attacco spuntato che, per carità, schiera una coppia CassanoPalacio da non disprezzare ma che, perso Diego Milito, appare ispirato ma spuntato. Macinascroti ha capito di aver quasi perso la grande possibilità della carriera, poiché iniziare tra i professionisti in una squadra di blasone è opportunità che pochi hanno, lui la sta gettando e a giugno potrebbe tornare tra i ragazzini. Forse ha perso anche la presa sullo spogliatoio o addirittura – e questo sarebbe peggio per lui, dato l’ambiente – la fiducia del presidente. Grande è la confusione sotto il cielo (per loro): la situazione è eccellente (per noi). Dita incrociate, però.

Le altre – Temo un po’ per la bella Fiorentina vista domenica scorsa: a parte il fatto di affrontare una trasferta (Bologna) stavolta, mancherà di nuovo il faro di centrocampo David Pizarro (squalificato): dovrebbe esordire Sissoko al suo posto, però ho notato che, salvo eccezioni, senza il cileno in campo la Fiorentina, già abbastanza stitica di suo causa assenza di una prima punta che non sia il buon vecchio Luca Toni, fa fatica a macinare gioco. La Roma, che è in trattativa per l’ingresso di nuovi soci (si parla in maniera ufficiale di un petroliere giordano pronto con un doppio aumento di capitale per un totale di 100 milioni di euro) è orfana di Francesco Totti, che sta offrendo una stagione a livelli strepitosi, in particolare considerando l’età del capitano giallorosso e i numerosi infortuni subiti in carriera. La trasferta a Bergamo è insidiosa e Florenzi in posizione avanzata dovrebbe sostituire il numero 10, accanto a Lamela e Osvaldo. Assente anche Daniele De Rossi, Andreazzoli sembra propenso a riproporre la difesa a 3.

Da seguireUdinese-Napoli mi sembra la partita che garantisce il maggior tasso tecnico in campo. Entrambe le squadre hanno bisogno di ripartire, soprattutto dopo il pisolino europeo del Napoli che ha fatto capire papale papale che dell’Europa League non gliene poteva proprio fregare di meno.

Da evitarePalermo-Genoa. Credo in una vittoria dei liguri. E’ che spero che entrambe le squadre sprofondino in Serie B e che quindi offrano una prestazione degna di tale categoria. Wishful thinking, direi.

IL PROGRAMMA DELLA 26a GIORNATA

23 febbraio 2013
– ore 20:45: Palermo-Genoa

24 febbraio 2013
– ore 12:30: Sampdoria-Chievo
– ore 15:00: Atalanta-Roma
– ore 15:00: Bologna-Fiorentina
– ore 15:00: Cagliari-Torino
– ore 15:00: Juventus-Siena
– ore 15:00: Parma-Catania
– ore 20:45: Inter-Milan

25 febbraio 2013
– ore 19:00: Udinese-Napoli
– ore 20:45: Lazio-Pescara