E’ accaduto in sequenza tutto quello che non doveva accadere:

Il primo gol di Messi è stato, sinceramente, strepitoso.

Il primo gol di Messi è stato, sinceramente, strepitoso.

1- abbiamo preso gol (e che gol!) nei primi 5 minuti;

2- abbiamo difeso troppo bassi nei 20 minuti iniziali, poichè spaventati dalla corsa e dal pressing del Barcellona;

3- abbiamo sciupato con Niang l’occasione che avrebbe chiuso la partita;

4- abbiamo preso, sul ribaltamento di fronte, un gol che ci ha tagliato le gambe;

5- abbiamo subito il secondo e il terzo gol per errori individuali, causati o da un’errata gestione della palla nella nostra trequarti (Ambrosini secondo gol!) o da un errato posizionamento/movimento difensivo (Zapata e Constant nel terzo!);

6- abbiamo alzato il baricentro con colpevole, ma giustificato, ritardo;

7- abbiamo peccato di lucidità nei 20 minuti conclusivi, nonostante la stanchezza mentale del Barca.

Ciò nonostante, non me la sento di colpevolizzare nessuno.

Il Barcellona era in una delle sue migliori versioni: corsa, precisione, velocità di esecuzione, pressing alto e cattiveria agonistica.

La presenza di De Sciglio per Constant non avrebbe cambiato nulla, così come la scelta di partire con Niang centravanti ha inciso fino ad un certo punto.

Certo, col senno del poi, qualche diversa valutazione poteva essere compiuta, ma nessuna di queste sarebbe risultata determinante.

La sconfitta, come dissi nella presentazione della partita d’andata, è una tappa obbligata ed obbligatoria nel percorso di crescita di questo gruppo.

A prescindere dalla mediocrità complessiva di alcuni calciatori, ieri si è vista tutta la gioventù e l’inesperienza di validi atleti, possibili campioni e buoni giocatori. El Shaarawy, Niang, Constant e Zapata – ad esempio – non sono ancora pronti per certi ritmi e certi palcoscenici.

Ho fiducia che lo saranno l’anno prossimo, poichè le potenzialità ci sono tutte ed è fisiologico che sia così.

Inizio a dubitare della freddezza di Niang.

Inizio a dubitare della freddezza di Niang.

Per competere veramente, questo Milan ha bisogno di un difensore centrale di personalità (più che di classe) e di un centrocampista tecnico con cui Montolivo possa dialogare seriamente.

Due aggiunte simili, ad un buon gruppo di base, possono cambiare seriamente la storia recente rossonera.

Abbiamo iniziato l’anno in lutto, offendendo, gridando e sbraitando.

Abbiamo, colpevolmente (forse?), sottovalutato la squadra, che nel lungo termine si è dimostrata superiore alle aspettative.

Continuamo ad aggredire un allenatore oltre i suoi reali demeriti: paga nei tifosi la colpa (grave!) di aver perduto un campionato con Ibrahimovic centravanti.

La disfatta di ieri impone di serrare le fila e di procedere compatti verso il futuro.

Che ci crediate o no, la squadra ha un futuro vero e dobbiamo superare lo sbigottimento di fronte ad una rivoluzione copernicana così repentina.

Per anni ci siamo lamentati della mancanza di un ringiovanimento e dell’odore di stantio presente negli spogliatoi di Milanello.

E’ stato fatto in fretta (troppo?), ma oggi non me la sento di dire che è stato fatto male.

Lo shock ha fatto bene a tutti, nessuno escluso.

Guardiamo avanti con fiducia, perchè ieri sera, nella sofferenza umana, prima che sportiva, è nata una squadra.

(nota a margine: al 91esimo minuto avete visto l’ultimo pallone toccato da Robinho in maglia rossonera)