A TUTTO CAMPO….GHOST TO GHOST

Era il 3 Novembre 2012.
gazzetta-sportiva-4-novembre-480x703Una domenica sera a Torino. Clima ottimo: temperature min. 5 max 15. Quella sera si gioca Juventus-Inter. I prescritti vincono bene: 1-3.
Vanno ad un punto dai gobbi, primi in classifica.
Nasce prepotentemente l’anti-Juve e tutti sbrodolano: i gobbi piangono e Conte controlla i capelli, i prescritti tirano su di naso le gocce che colano e mostrano il petto orgogliosi. Noi purtroppo dobbiamo calzare stivali di gomma e arrotolare i pantaloni a metà tibia: a forza di bagnar giù, il livello sale…
Lo Juventus Stadium conosce la prima sconfitta e Moratti dichiara, dal suo marciapiede preferito, di avere un allenatore Super: la Felicità cantanta da Albano e Romina è ora realtà.
Stramala, stramala…. lo tubano persino i piccioni di Piazza Duomo mentre scagazzano spensieratamente, facendo però incazzare Macinascroti.
Per la spensieratezza de ‘sti cazzi (cit.), non certo per il guano o il Marotta di turno.
E’ il sostantivo che non digerisce proprio.
Ma c’è entusiasmo nell’aria, anzi, straentusiasmo.

Klarisa Leone
Non si sa se a causa dei piccioni o del livello di guardia dell’acqua, ma da allora sono in caduta libera.
Pericolosamente si sono infilati dentro un buco nero, profondo e buio, come uno di quelli in dotazione a Klarisa Leone.
Con effetti inaspettatamente contrari rispetto a quanto uno possa pensare: godono di più quelli che ne stanno fuori. Incredibile.

Oggi il clima meteo è quasi come quella sera, ma con la differente prospettiva di andare incontro al caldo piuttosto che al freddo. Non per tutti: i prescritti sono finiti nel congelatore.
Sono fuori, praticamente, da tutto. Distrutti fisicamente e mentalmente: zseru, zero, cero, noll, null, nihilo, μηδέν, нула: O.
E anche a bolletta, senza dané, stando a quanto si legge in giro. Quest’anno, a loro, dice così.
Fino ad ora, almeno, ma sperando che duri.
Una lunga serie di infortuni e un coach piacione, che ama atteggiarsi ad amicone di tutti, che cita nelle interviste i suoi giocatori con il nome di battesimo a dimostrare l’intimità che li lega, che fa l’imitatore e il barzellettante, il leccaMou e il permaloso, il giustificatore prestazionale e che, soprattutto, non si incazza mai.
Nemmeno con se stesso. Soprattutto con se stesso. Si piace tanto: si strapiace.
Lui si prende le responsabilità. Ma patteggia sempre e ne esalta le attenuanti. Costantemente.
Lo notano persino qui.

mondonicoIntanto nelle campagne fuori Rivolta d’Adda spesso sentono risate grasse e sguaiate.
Pare ci sia uno che si rotola nei campi gridando: atteggiamento da provincialiiii…. atteggiamento da provincialiiiii…. ahahahah.
Dicono somigli molto a Mondonico.

Fassone bianconero

Adesso lui è il Direttore Generale dell’Inter

Ora contestano i dirigenti con un passato bianconero. Marco Fassone è arrivato il 30 giugno 2012 a sostituire Ernesto Paolillo, dopo due anni passati al Napoli e prima ancora, dal 2003 al 2010, alla Juventus.
Lui c’era già anche quando hanno battuto i gobbi a casa loro, il giorno dopo la commemorazione dei defunti. Ma erano troppo presi con crisantemi e moccolotti, e non si sono più ricordati.
A nessuno di loro è venuto in mente di ricordare il suo passato e sfotterlo come meritava, quella sera, chiederne le dimissioni o mostrargli l’immagine esposta l’altra sera contro la Roma.
Effettivamente l’immagine è piuttosto imbarazzante considerando per chi sta lavorando ora, ma se il Presidente simpatticamente non si fa problemi, Branca resta nel buio e Bonolis non dichiara nulla, non capisco quale sia il problema: erano già passati per quella strada con Leonardo. Gli ex degli altri, con loro, non fanno radici. Non attaccano.
Anche con Cassano, ora c’è attrito: sopra il cielo, adesso, c’è solo il buco (aridaje…) nell’Ozono.
Non lo capiscono proprio. E dire che non è difficile.

Il 3 Novembre 2012 la situazione era questa:
Inter: 2° posto a -1 dalla capolista; p.ti 27 – 11partite – 9v 0n 2p. 22F 10S
Milan: 10° posto a -14 dalla capolista; p.ti 14 – 11partite – 4v 2n 5p. 17F 13S
al 19 Aprile 2013 è invece questa:
Inter: 7° posto a -24 dalla capolista; p.ti 50 – 32partite – 15v 5n 12p. 50F 45S
Milan: 3° posto a -15 dalla capolista; p.ti 59 – 32partite – 17v 8n 7p. 56F 35S

Cosa è cambiato, da quel lontano 3 Novembre?
Inter: 21 partite: p.ti 23. 6v 5n 10p 28F 35S
Milan: 21 partite: p.ti 45. 13v 6p 2p. 39F 22S
Nessuna delle due ha cambiato allenatore, ma il rendimento è differente. Può essere faticoso da ammettere, lo capisco. Eh già…

C_27_photogallery_8939_listphoto_itemPhoto_0_immagineIeri sera l’ultima, ennesima, figuraccia contro la Roma.
Era una squadra contestata quella giallorossa ed anche in crisi, ma che ha avuto il coraggio di cambiare rotta. A parte il cabaret con lo Sceicco di Perugia che ancora oggi mi mette di buonumore, hanno tirato una riga (a matita, eh…): Basta! Ora si cambia.
Il coraggio l’hanno avuto e sono stati premiati.
Con Zdeněk Daje Zeman, dopo il 2-4 con il Cagliari del 2 febbraio, hanno fatto il cambio. Erano allora all’8° posto a 9 punti dalla Lazio, usavano il modulo 4-3-3 e avevano accantonato De Rossi con polemiche a non finire.
Il ruolino di marcia del boemo: p.ti 34 – 23 partite – 10v 4n 9p. 46F 42S
Hanno così promosso Aurelio Andreazzoli, un collaboratore tecnico. Ora sono al 5° posto a pari merito con la Lazio, hanno cambiato il modulo nel 3-4-2-1 e rivitalizzato De Rossi mettendo fine agli attriti interni.
Il suo ruolino? p.ti 17 – 9 partite – 5v 2n 2p. 17F 9S
Ed è, ora, anche finalista di Coppa Italia, vincendo a Milano grazie ai gol di uno dei prodotti del vivaio nerazzurro: Mattia Destro.

Tutte le strade portano a Roma, ma non tutte portano…bbene bbene.