L’Ajax è, assieme al Barça, alla nazionale olandese e al mostruoso Mazembe, la squadra calcistica a cui sono più affezionato. Per la sua filosofia di gioco emersa prepotentemente negli anni ’70 e mantenuta fino ad oggi (tutti in campo devono essere in grado di fare tutto), per l’organizzazione fondata sul “poca spesa tanta resa” che soltanto un settore giovanile coi fiocchi può consentire; ma soprattutto per il merito – e la fortuna – di avere scoperto, formato e lanciato giocatori divini come Johann Cruijff, Marcel Van Basten, Frankie Rijkaard, Zlatan Ibrahimovic e, perché no?, il sottovalutato Dennis Bergkamp, calciatore strepitoso quanto psicologicamente fragile. Per tacere di Clarenzio Seedorf il quale, piaccia o non piaccia, è fra più grandi calciatori che abbiano mai avuto l’onore di vestire la nostra casacca.

Stasera li affronteremo. Confesso di non conoscere questa nuova Ajax e di non avere mai assistito neppure ad un suo retropassaggio al portiere, ma non me ne vergogno più di tanto, ho a malapena il tempo (e la voglia) di seguire il Milan e poco altro, figuriamoci se sono in grado di documentarmi approfonditamente sul calcio olandese. Però ho dato un’occhiata alla classifica della Eredivisie, il cui livello non è di certo considerato fra i primissimi d’Europa: l’Ajax è nelle prime posizioni, segna un discreto numero di reti subendone a grappoli, ma il valore della squadra è ancora tutto da verificare, giacché in cima alla classifica olandese è in atto un caos spaventoso. Posso dire che il PSV, squadra recentemente da noi asfaltata nei playoffs, si trova ad appena un punto sopra i rivali lancieri. Normalmente direi che non dovremmo temere nulla da questa versione dell’Ajax, tanto più che torna Fratello Nero, ma purtroppo la nostra situazione, causa risultati così così e una rosa che oltre ad essere così così è stata anche massacrata dagli infortuni, non lascia assolutamente tranquilli.

I precedenti in Champions:

stagione 1968-69: Milan-Ajax 4-1 (finale); stagione 1994-95 li incontrammo tre volte e tre volte ci uccisero: Ajax-Milan 2-0 e Milan-Ajax 0-2 (fase a gironi), Milan-Ajax 0-1 (finale); stagione 2002-03: Ajax-Milan 0-0, Milan-Ajax 3-2 (quarti di finale); stagione 2003-04: Milan-Ajax 1-0, Ajax-Milan 0-1 (fase a gironi); stagione 2010-11: Ajax-Milan 1-1, Milan-Ajax 0-2 (fase a gironi).

Alcune di queste partite non le ricordo, per motivi anagrafici e perché forse qualcuna non è stata memorabile. Ad esempio, quelle del 2002-03 e del 2010-11, per qualche bizzarra ragione le ho rimosse completamente. Mentre ricordo benissimo quelle sconvolgenti del 1994-95 (allora mi ero disabituato alle bastonate, sia europee sia italiane) e quella esaltante del 2002-03, col gol di Inzaghi all’ultimo minuto, col vano tentativo di Tomasson, sicuramente colto da improvviso raptus d’imbecillità, di causarne l’annullamento.

Poi, se vogliamo spaziare oltre la Champions, c’è quel doppio confronto di Supercoppa del ’73 che mi spezzò il cuore, di cui scrissi in questo post pubblicato in uno Screwdrivers agli albori.

Questi i convocati per stasera: Abbiati, Amelia, Coppola, Abate, Constant, Mexes, Zaccardo, Zapata, Birsa, Cristante, De Jong, Emanuelson, Montolivo, Muntari, Nocerino, Poli, Balotelli, El Shaarawy (che però s’è rotto), Matri, Robinho. La rosa più ricca di pippe partecipante ad una Champions nella storia del Milan berlusconiano. Senza ombra di dubbio.