Cassano. “Al Brasile ci penso, è un bellissimo Paese: andarci in vacanza direi di sì, per altro la vedo molto, molto dura. È un anno e mezzo che Prandelli non mi chiama, se in un anno e mezzo ha chiamato tutti tranne me avrà qualche motivo per la testa che non capisco e non conosco. Ma pazienza: non piangerò”.

Cassano 02Cassano non capisce, e questo non è affatto sorprendente; provo a dargli qualche dritta: Prandelli non ti chiama perché forse ha deciso di non convocarti più. E, forse, ha deciso così perché sei un pessimo professionista, uno che da ogni squadra in cui ha avuto la fortuna di giocare (ed arricchirsi) se n’è andato sbattendo la porta, vomitando veleno su gente per cui, pochi mesi prima, aveva speso lodi sperticate. Inoltre perché sei un ingrato da competizione, perché rilasci interviste omofobiche, perché non hai rispetto per gli anziani, perché per te l’allenamento è come l’ora di ricreazione all’asilo. Vado ad intuito, ovviamente. Magari si tratta di pura scelta tecnica e Cesare ha cancellato inavvertitamente il tuo numero di cellulare.

Caen. Precisiamo immediatamente: la scoppola di Caen (0 a 3) mi ha addolorato meno di zero. Il Caen è una squadretta che vivacchia nella medio-alta (più medio che alta) classifica della B francese ma, essendo tutto troppo brutto per essere vero, l’unica sensazione non può essere che di indifferenza. La sola nota di un certo interesse in mezzo a questa prestazione indecorosa, è stata la prova maiuscola del Mago Gabriel. Siccome da ogni evento, anche il più infausto, può anche accadere che scaturisca qualcosa di positivo, magari chissà, Abbiati potrà già essere “panchinato” alla ripresa delle ostilità.

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Adil Rami. Fustaccio ventottenne, un metro e 90 per 88 chili, difensore centrale franco-marocchino, nazionale francese, arrivato in sordina per un pugno di lenticchie. Sulla carta un affarone. Il giocatore è bravo, almeno stando al curriculum. A giudicare dalle rare volte in cui l’ho visto all’opera (un paio, non di più) posso dire soltanto che la sua presenza in entrambe le aree mi ha favorevolmente impressionato; senz’altro questo è uno di quei colpi che, come di consueto nella gestione Galliani post 2007, benché azzeccati arrivano con sei mesi di assurdo ritardo. Ci si chiederà come mai Adil, dato il suo curriculum più che interessante, sia costato così poco e soprattutto come mai il Valencia, squadra con cui era legato fino a giugno 2015, sia così ansiosa di liberarsene. La risposta è che il carattere del ragazzo pare sia un po’ difficile. Staremo a vedere. Per concludere su Rami, esistono due curiosità che, generalmente, più s’impossessano di me riguardo ai neo-acquisti; la prima, la meno importante e più semplice da soddisfare riguarda  la moglie:

sindonie biemnt

Per recuperare gli utenti etero

la seconda, quella per cui occorrerà più pazienza, il geniale nomignolo che gli affibbierà Pellegatti. Attendo con ansia.