L’orrenda pantomima messa in scena dai giocatori della Nocerina domenica, é stata una delle pagine più avvilenti della storia del gioco del calcio in Italia. Succede tutto poche ore prima della partita, al momento della partenza del pullman della squadra per lo stadio dove disputerà l’atteso derby contro la Salernitana. Un derby atteso da ben 27 anni dai tifosi nocerini che però non potranno vedere la propria squadra all’Arechi, poiché il questore cattivo ha proibito loro la trasferta per motivi di ordine pubblico. Un’onta intollerabile. La rivalità tra le due squadre (o meglio, tra gli ultras) é infatti fortissima, quasi tribale, e si fonda, nel caso abbiate qualche dubbio, su ragioni prettamente campanilistiche di vicinanza regionale, per ribadire chi é il più forte tra squadracce indegne, senza storia, senza nessuna gloria, e non certo per scudetti o coppe dei campioni soffiate all’ultimo minuto.

Il minaccioso capo ultras della Nocerina, terrorizza gli italiani con il suo sguardo minaccioso

Il minaccioso capo ultras della Nocerina, terrorizza gli italiani con il suo sguardo minaccioso

Per far capire il loro dissenso, un gruppo di 150 ultras*, decide di andare a minacciare all’uscita dell’hotel ritiro i giocatori della propria squadra, intimandogli di non scendere in campo. Pena, la morte. Per rafforzare i concetti, i giocatori venivano spintonati e presi per il collo, venivano tirati pugni e manate al pullman in sosta, scanditi slogan perfettamente a tempo tendendo le braccia, al grido di ONORATECI (ma quale onore?) o simpatiche frasi come “Ti taglio la capa“, oltre all’uso di fumogeni e petardi che fanno sempre la loro porca figura quando si tenta di fare gli amiconi e tifosi della propria squadra . Insomma, uno spettacolo penoso, un teatrino osceno su cui passare sopra, se non fosse che i giocatori della Nocerina, per dir la verità, in gran parte giovanissimi e ad inizio carriera, magari in prestito da altre squadre, si fanno condizionare e decidono di dare ascolto terrorizzati, alle minacce di un gruppo di 150 persone. Queste ultime, potrei sbagliarmi, sommando la loro culture, arrivano a stento ad una terza media in 150, forse una seconda superiore ad essere magnanimi. Comincia cosí la farsa. Anziché onorare la squadra sul campo, magari provando a vincere un derby e poi fare festa tutta la notte, i giocatori decidono di “onorarli” assecondandoli nel peggiore dei modi:  fingendo infortuni fino a far mancare il numero di giocatori minimo per disputare una partita di calcio, ovverosia  7. Pronti via e dopo 50 secondi, tre cambi. Fischi dalle tribune da chi cominciava a capire cosa stava per succedere. I minuti successivi scorrono tra vergognose simulazioni di infortuni, con atleti perfettamente sani che fanno accorrere barelle o escono facendo finta di zoppicare dal campo dopo rinvii o banali contrasti. Il pubblico pagante fischia inferocito e sbraita contro i seghini avversari che piano piano, nel giro di neanche mezzora, finiscono per restare in 6, costringendo l’arbitro a fischiare la fine della partita. A quel punto si scatena l’inferno, con oggetti che cominciano a volare verso il tunnel che porta agli spogliatoi. La farsa é stata vergognosa, un insulto intollerabile all’intelligenza delle persone, aggravata dalle dichiarazioni spudorate dei dirigenti nocerini a fine partita che indicavano nel mancato riscaldamento la causa degli infortuni. Il pubblico, avrebbe probabilmente meglio digerito una rinuncia al campo da parte della squadra ospite. Ed in effetti, sarebbe stato molto piú dignitoso decidere di non scendere in campo, piuttosto che inscenare quella goffa pantomima che ha disgustato il mondo del calcio, il quale ora promette sanzioni esemplari.

Ecco, le sanzioni esemplari che io mi auspico in realtá, non sono chissá cosa di elaborato e astruso, penalizzazioni che magari poi si ridurranno con i ricorsi, invalidando e condizionando campionati etc. Io invoco solo una cosa: la radiazione della Nocerina da tutti i campionati FIGC, la squalifica degli attori della pantomima di almeno un anno, e ovviamente DASPO a vita per tutti gli ultras identificati. Sono conscio che a Nocera non sono tutti ultras, e che esiste una parte sana del tifo. Ma per punire questa massa di trogloditi amanti delle filastrocche che si tramandano di generazione in generazione, bisogna far sparire la loro squadra. Del tutto. Per sempre. Mi viene l’acquolina in bocca al solo pensarli senza obiettivi nella vita. A vederli sbattere come un povero pesce rosso nella boccia di cristallo. Senza calcio, senza squadra, cosa resta a questi scarti? Niente, la loro é una vita mediocre, e come ha detto il questore di Salerno Antonio de Jesu: “E’ gente che esorcizza la mediocrità del proprio essere con comportamenti di questo tipo“.
Quasi piú penosi della pantomima sono stati i rituali comunicati post fattacci degli ultras che minimizzano come sempre l’accaduto, negano le evidenze anche dei filmati, preannunciando di parlare a nome della cittá “perché è la nostra città ad essere stata discriminata dal divieto di recarsi allo stadio Arechi e ora è il nome dei nocerini che viene additato come violento, teppista, terrorista e mafioso“. Ma proprio no, cari babbei, ad esempio io non l’ho mai pensato che i nocerini siano come scrivete voi, e credo che molti altri siano in grado di scindere un tifoso normale da un ritardato mononeuronico come voi. Non paghi degli sfondoni, gli ultras aggiungono “non abbiamo minacciato nessun tesserato. E’ stato semplicemente chiesto al mister e alla squadra un gesto eclatante, che facesse parlare l’Italia intera e che scuotesse il sistema“. Ma certo dementi,  appare chiaro dalle immagini video che voi siete andati lí a chiedere se per favore si potesse fare qualcosa, e dopo una serena e produttiva discussione, che ha spaziato anche sul Bosone di Higgs e la Critica alla ragion pura di Kant, avete deciso di inscenare la pantomima e spedire la squadra al campo con gioia e abbracci, ovviamente non prima di un brindisi cordiale (analcolico, sia mai).  E li avete visti mentre festeggiavano al bar la sospensione della partita, con spumante, bandiere, abbracci ed euforia collettiva? Ma non vi sembrava un osteria di bifolchi avvinazzati che festeggiavano l’elezione a Miss Italia di una del proprio paesello? A me hanno dato quell’impressione. E poi, ragazzi, io ogni volta mi sono rotto di leggere queste cazzate. Mi sono rotto di questi minus habens che tentano di coglionare il prossimo, nel 98% dei casi molto piú intelligente e colto di loro. A meno che non si tratti di un altro ultras, chiaro.

Per stimolare la discussione, vi chiedo: se voi foste ventenni di belle speranze, giocatori della Nocerina, cosa avreste fatto dopo le minacce?

* Gruppo di persone che ama ripetere filastrocche autorinforzandosi a vicenda la loro concezione del calcio e di proprietá esclusiva dello scrigno del tifo, che li porta a ritenere gli altri tipi di tifosi merde, o alla meglio esseri inferiori, comunque non degni di tifare per la loro squadra, e ad agire per prassi, senza riuscire mai a contestualizzare alcun tipo di evento. Es. picchiare chiunque fuori dal proprio stadio indossi una maglia della squadra opposta, anche davanti al proprio figlio che portava allo stadio. (tratto dal Seghizionario)