Un pochino dovevamo aspettacelo, ormai al Milan le cose funzionano così: dapprima arrivano i media a martellarci con annunci di svolte epocali, poi, puntuale come un orologio svizzero, piomba la cena di Arcore (o la telefonata da Arcore) a lasciare il mondo come sta. Era accaduto alla fine della scorsa stagione, quando pareva che Allegri dovesse fare le valigie, è accaduto sabato scorso dopo che, in settimana, era parso che a piantare tutti in asso dovesse essere un bizzoso Adrianone. Invece, come sempre, nulla di fatto, a parte qualche risibile dettaglio. Il Milan vorrebbe cambiare pelle ma, per qualche imperscrutabile ragione, non ci riesce. Il risultato è un caos assurdo di cui avremmo fatto volentieri a meno.

galliani

E’ aperto il concorso: “Indovina cosa sta pensando il figlio di Galliani.”

Tuttavia, a dire la verità qualcosa è cambiato: adesso abbiamo due Amministratori Delegati. Siamo in sostanza la squadra di calcio con più Amministratori Delegati al mondo. E suppongo che, per questa ragione, sia già pronta una patacca da appiccicare da qualche parte. In ogni caso la decisione è stata – come al solito quando c’è di mezzo Silvietto – poco chiara: Adrianone si occuperà della parte sportiva, Barbarella di quella sociale. Entrambi i termini – sportiva e sociale – non spiegano appieno le mansioni che i due andranno a ricoprire. Per “sportivo” cosa s’intende? Il mercato? Dio ci salvi, prepariamoci ad altre sceneggiate in giro per il globo culminanti in figure di merda, cene interminabili, parametri zero ultratrentenni e scarti del Genoa. Il tutto accompagnato dalle abituali, memorabili supercazzole gallianiane. Che cosa s’intenda per “sociale” è ancora più misterioso. Si dice che Barbarella si occuperà dello stadio. Che farà? La bigliettaia? Pulirà i cessi? Inoltre, ho letto che potrà disporre di un tesoretto col quale, eventualmente, si potrà anche fare mercato. Ma ho letto anche che verrà in parte accontentata con l’assunzione di un DS. Però, se così fosse, che caspita ci starà a fare Adrianone?

Una cosa è certa, queste novità sbarrerebbero la strada ad un ritorno che personalmente avrei gradito assai: quello di Paolino. Anche perché Adrianone pare destinato a restare ancora a lungo, almeno stando a quanto pubblicato nella Gazza di ieri. I nuovi termini contrattuali includerebbero, oltre ad un prolungamento per quattro anni, anche una strana rateizzazione delle spettanze maturate dal Divoratore Di Giannino in 27 anni di Milan, denaro che il duo Marina-Piersilvio sembra siano riluttanti a sganciare tutto d’un botto. Insomma, la mia sensazione è che, più che per la mancanza di eleganza, Adrianone fosse inviperito per la ragione più vecchia del mondo, ossia la vil pecunia. Niente di male, beninteso, tuttavia fanno un po’ ridere tutti i peana scatenatisi negli ultimi giorni da ogni parte del mondo calcistico – anche di quello notoriamente a lui più ostile – in soccorso dei suoi sentimenti feriti.

A proposito: non trovate vagamente sospetto che nel mondo juventino ed interista ci fosse qualcuno che sosteneva che rinunciare ad un grande dirigente come Adrianone fosse sbagliato? (Non me l’invento, è accaduto anche in questo blog). Io lo trovo molto, molto sospetto. Ricordo che a me Cobolli Gigli, Blanc, il primo Moratti andavano benissimo, per esempio…