Basta sceneggiate

Basta sceneggiate

Ricardo Kakà è un attore. E della miglior specie, roba da Oscar oseri dire.
Faccia pulita, modi da prete, comportamento esemplare ma fatti concreti pochi, pochissimi.
Per dovere di cronaca è giusto dirvi che chi scrive era contrario al suo acquisto ed è ancora poco convinto dalla prestazioni dell’ex “Bambino d’oro”. Nell’euforia generale del suo ritorno (ricordo i caroselli di chi gridava “mercato da 8”) gli sono state perdonate parecchie cose, in nome di un amore antico malfinito; ora che le cose si stanno sostanzialmente ripetendo posso solo sperare che i tifosi milanisti abbiano sviluppato gli anticorpi.
L’uomo dalle magliette “I belong to Jesus”, quello che si batteva, e si batte ancora oggi,  le mani sullo stemma dopo ogni gol, quello che sventolava la maglia numero 22 dal suo balcone di casa è in realtà peggio di molti di quelli chiamati “mercenari”.
I soldi sono sempre stati il suo unico reale interesse ed è venuto da noi quest’anno solamente perchè la nostra scarsezza si poteva dimostrare utile al suo secondo scopo (puramente personale): ricevere la convocazione per il Mondiale.

Le sue prestazioni, badate bene lo dico nella settimana dopo una doppietta, sono state a mio avviso insufficienti. Non è neanche un quarto del giocatore fenomenale che aveva dominato l’Europa e il Mondo.
Si parla ora di MLS per lui, Orlando o la nuova franchigia di Beckham a Miami.
“Una nuova esperienza di vita” scrivono i giornali. Palle, vagonate di soldi per un ultimo canto del cigno. Il che è pure legittimo sia chiaro, ma l’onesta di dirlo sarebbe quanto meno doverosa da parte dell’atleta di Cristo.
Se credete che queste sirene yankee siano nate solo casualmente dopo l’annuncio della riduzione del 20% degli ingaggi in caso di mancata qualificazione europea vi dico che vorrei avere le vostre certezze.
“A pensar male si fa peccato, ma spesso si azzecca” dice un vecchio detto e il signorino col 22 ci ha dato già parecchie dimostrazioni che forse la fiducia non se la merita più di tanto.
Molto, moltissimo meglio i vari Shevchenko e Ibrahimovic di uno che ti accoltella alle spalle.

Concludo dicendo che nel Milan dell’anno prossimo spero di non vederlo. Sia perchè mi sono rotto della sua falsità, sia perchè lo reputo poco adatto al modulo di Seedorf.
Certi amori è meglio se finiscono.