Honda. Ad inizio anno 2014 diedi una valutazione quasi lusinghiera del giapponese Keisuke Honda. Dissi, persino, che il modesto rendimento era dettato da un impiego fuori ruolo. Insomma, scrissi una marea di minchiate. Oggettivamente Keisuke Honda sembra una clamorosa pippa o, quantomeno, del tutto inadatto al calcio italiano (o a quel che ne resta). Presumibilmente rimarrà con noi un’altra stagione, la prosopopea del suo acquisto deve trovare ancora un po’ di giustificazione. Temo, però, che l’esito sul campo non sarà difforme da quello di oggi. Eppure sono quasi certo che il fantasista giapponese disputerà un Mondiale di alto livello, poichè in un contesto amico ritroverà quelle poche certezze che si annidano nel suo modo di giocare a calcio.

Atalanta-Milan. La sconfitta di domenica all’ora di pranzo costituisce l’esempio perfetto di ciò che è stata la modesta stagione rossonera. Formazione sbagliata, scarsa consistenza tecnica e tattica, idiozia dei calciatori, poca cattiveria e incisività e, infine, un pizzico di consueta sfortuna hanno partorito l’ennesima oscena sconfitta. E’ anche difficile individuare dei punti chiari per un’analisi lucida. Non vi è nulla da salvare. Ciò che stupisce è la dolosa inconsapevolezza con cui il mondo Milan osserva gli accadimenti dell’ultimo anno (e per carità di patria non risalgo alla notte dei tempi). Al fischio finale di Bergamo non provavo nè rammarico, nè rabbia, ma solo e soltanto dubbi (e disgusto).

Seedorf. Ne parliamo settimana prossima dopo l’esonero ufficiale dell’allenatore mai presentato ufficialmente.