Il calciomercato per i tifosi del Milan è come una via Crucis: lenta, dolorosa e con un finale merdoso.
Leggevo giusto ieri di un’interessamento del Milan per Douglas Costa.
Una testata online (Sportmediaset) raccontava di questo “interessamento” aggiungendo che l’unica difficoltà riguardasse il costo del cartellino.
Beh, se ci pensiamo il costo del cartellino è un problema di  poco conto per strappare un giocatore. Vorrei piangere.

Questo è l’emblema di ogni campagna acquisti degli ultimi anni.
“Vorrei ma non posso” viene sostituito da “non voglio, non posso ma faccio finta”.  E al tifoso queste cose fanno male.
Toglietemi punti dalla patente del tifoso, ditemi che sono interista o esponetemi addirittura al famoso sputtanamento ma io a vedere la mia squadra fare l’elemosina o essere ridicolizzata mi sento male. Anche se accade fuori dal campo e durante il calciomercato.

Non mi sembra di chiedere la Luna, anche se forse la chiarezza in casa Milan lo è.
La società che era disposta a investire 30 milioni per Iturbe (scusate ma rido ancora mentre lo scrivo) che attua un teatrino mezzo vergognoso per strappare (a ottime cifre sia chiaro) Ramì al Valencia è abbastanza eloquente no?
La realtà dei fatti è che per un insieme di ragioni che spaziano dal non avere lo stadio di proprietà al non avere un presidente il Milan è de facto una provinciale di lusso.
Mancano solo le ammissioni ma la società si comporta già da tempo così. Se guardiamo dall’altro lato del Naviglio si comportano in maniera simile, quindi sicuramente siamo in buona compagnia. In casa neroazzurra evitano però quel patetico e stucchevole motivetto che a Milanello ripetono ciclicamente da anni “al Presidente è tornata la voglia di investire”.
Viviamo di una luce riflessa che continua ad affievolirsi, prima di arrivare al buio c’è ancora tempo ma il rischio di rovinare in maniera abbastanza permanente la vista è alto. Molto alto. E io sono molto preoccupato.

Ps: il Mossad è riuscito a procurarci in esclusiva la formazione del prossimo campionato del Milan. Ora che la vedo la Zona Champions è vicina.

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