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Le ferie sono finite, perlomeno lo sono quelle del blog. Quest’anno ci siamo concessi il più lungo periodo di pausa estiva della nostra storia in tutte le varie versioni, certi del fatto che non sarebbe accaduto nulla di rilevante. Questo perché conosciamo i nostri polli: prima dei suoi ormai famosi ultimi tre giorni, il Condor non fa mai una mazza, a parte spassarsela un po’ a Forte Dei Marmi o a uno dei numerosissimi summit di Arcore dove si mangia, si beve, forse un po’ si tromba (o si tenta pateticamente di farlo), ma soprattutto si inscena il teatrino dell’entusiasmo presidenziale, che in realtà è ridotto ormai da anni ad un misero afflato.

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Ricardo Zamora, leggenda spagnola: movimenti inquietanti nella sua tomba?

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Diego Lopez: nuovo Zamora o nuovo Almunia?

Ad essere onesti – e noi modestamente lo siamo –  qualcosa è accaduto nei giorni in cui ci siamo fatti gli affaracci nostri: è stato ingaggiato un portiere. La stampa allineata e i tifosi evoluti hanno festeggiato il suo arrivo come se si trattasse di Zamora, ma a questo siamo abituati: a certuni gli acquisti dell’Imperatore piacciono a prescindere. Tuttavia la fama che Diego Lopez si porta appresso dalla Spagna non è effettivamente malaccio: a leggere alcuni giudizi non avremo più un palo della luce che sta appiccicato alla linea di porta e si butta a casaccio sperando che la palla gli frantumi il setto nasale anziché entrare in porta, bensì uno che farà tutto ciò che normalmente un portiere dovrebbe fare, ossia parare il parabile limitando al minimo le cazzate e talvolta uscire efficacemente per dare sicurezza ad una difesa che, come nel nostro caso, da molti anni ne ha pochissima. Questo è ciò che si dice di lui. Nell’esordio in rossonero, nell’ amichevole di Valencia persa per 2 a 1, Diego Lopez, con la collaborazione di Zapata, ne ha invece combinate di tutti i colori mettendo in mostra tutto il peggior repertorio che fu dei vari  Abbiati, Amelia, Dida, Agazzi, Gabriel eccetera. Giornata storta o ennesimo bidone?

E’ accaduto anche altro. Ci siamo liberati di qualche zavorra insopportabile (Constant, Robinho) e abbiamo preso Armero, mi pare con la formula del prestito secco. Il colombiano è un tipetto rapido, ma in difesa è una pippa come ad esempio è Abate, anche se, a differenza di quest’ultimo, lui almeno è consapevole che il pallone è un attrezzo che col mestiere di calciatore qualcosa ha a che fare. Verosimilmente l’ex Napoli occuperà da titolare la fascia sinistra, mentre De Sciglio dovrebbe assestarsi stabilmente su quella destra, proprio dove quel testardo di Clarenzio insisteva in maniera così irritante nel volerlo mettere (una delle 10000 colpe a lui addebitate durante la grande merda mediatica di fine stagione scorsa).

Per ora siamo fermi a questo. Alex e Menez li avevamo già agguantati a costo zero battendo l’agguerrita concorrenza di nessuno già da prima che andassimo in vacanza. Nella sciagurata tournée americana, il primo ha dimostrato un ritardo di condizione pauroso, il secondo si è infortunato molto presto. Dolce Rami non può essere considerato un rinforzo perché ha fatto parte della rosa per buona parte della stagione scorsa, e comunque è parso in ritardo di forma pure lui. Si dice che quelli grossi ci mettano un po’ di più ad entrare in forma; sarà, però ricordo che lo si diceva anche di Senderos e Onyewu, due che ci mettevano talmente tanto a entrare in forma che ancora devono entrarci.

Sembra che Pippo, con il consueto entusiasmo, abbia chiesto ciò che evidentemente serve come il pane a questa squadra: un centrocampista di qualità. E ovviamente Galliani, col medesimo entusiasmo, si sta facendo in quattro per portargli un attaccante di fascia. Si parla di Douglas, che  fa Costa di cognome ma costa anche di fatto e perciò non verrà mai, e di Alessio Cerci che, seppure solo di fatto, costa tanto pure lui. Alla fine probabilmente tornerà Taarabt, che attaccante di fascia non è ma lì dovrà adattarsi,  e verrà fatto passare, al pari di Rami, come un nuovo acquisto.

Si stanno avvicinando i giorni del Condor, può accadere di tutto: fra la pippa ultratrentenne a parametro zero e un bel “siamoapostocosì” il confine è estremamente labile. Teniamoci forte.

E bentornati a tutti.