C’è chi sta esultando come se, battendo una Lazio che per larghi tratti di gara ha dominato il gioco producendo numerose occasioni e fallendole per propria dabbenaggine, avessimo compiuto un’impresa memorabile. Si tratta degli immarcescibili fans del Condor, ovviamente, che non vedevano l’ora di esaltare il solito mediocre mercato del loro anziano idolo sbattendo in faccia  agli scettici il primo risultato positivo. Non hanno tutti i torti in fondo, siamo primi in classifica a punteggio pieno, abbiamo già distanziato i cugini ad appena 37 gare dalla fine della stagione. Tutto è già stato dimostrato.

Tornando seri,  bisogna ammettere che da questa prima partita  si possono trarre alcuni motivi di soddisfazione. E non pochi, peraltro.

Al fischio d’inizio la mia faccia era quella di quando sto in sala d’attesa dal dentista, più o meno. Poi, mano a mano che i minuti passavano, l’espressione è progressivamente mutata attraversando vari stadi: quello di quando pago il dentista, quello di quando esco dall’ambulatorio, quello di quando, cessato l’effetto dell’anestesia, mi rendo conto che non sto provando il dolore che mi aspettavo di provare (sono appena stato dal dentista, non so se si è capito). Questo perché sul campo ho visto cose buone.  Meno ne ho viste fuori dal campo, e questo afferisce alle ultime geniali mosse di mercato di cui mi occuperò alla fine.

Iniziamo con le cose buone: l’atteggiamento della squadra, fatto di umiltà, precisione, concentrazione e cinismo. Pippo “Entusiasmo” Inzaghi non è estraneo a tale atteggiamento, anzi, ne è stato il principale artefice. Questa squadra, che  è stata costruita come al solito, ossia in modo del tutto casuale e in gran parte sbagliato, possiede anche pochissima qualità; ha quindi un solo modo per non esporsi a figure barbine: lasciarsi plasmare dal proprio allenatore il quale, non essendo provvisto da calciatore di grandi doti tecniche, riuscì comunque a costruirsi una carriera straordinaria grazie all’atteggiamento di cui sopra. Per cui, un bel calcio alle cazzate di Silvietto: il bel giuoco, il dominio del campo e quant’altro lasciamoli a chi può permetterseli veramente, e badiamo al sodo come è stato fatto domenica.  Se aggiungeremo continuità di rendimento (altra dote che fece di Inzaghi ciò che è stato da calciatore), non soltanto nella stessa partita ma anche in un lasso di tempo più esteso, potremmo pentirci di parte delle “tafazzate”  alle quali ci siamo sottoposti nel corso dell’estate – io per primo. Chissà, alla fine magari un bel sesto posto potremmo pure agguantarlo.

Passiamo alle cose meno buone. Il Condor ha colpito ancora: il giovane, promettente, convalescente e recalcitrante Van Ginkel, fugato qualche dubbio iniziale, dopo una telefonata decisiva di Torres ci ha fatto onore della sua adesione alla nostra causa. Per età, ruolo, nazionalità, nome di battesimo e parte del cognome, come acquisto sarebbe uno di quelli che piacciono a me, se appunto si trattasse di un acquisto. In realtà siamo di fronte ad una roba strana che mi ha riportato all’espressione da sala d’attesa del dentista: prestito secco pagando 400.000 euro e prezzo di favore per il Milan se il ragazzo dovesse riuscire a disputare  una ventina di partite in serie A e se, soprattutto, il Chelsea dovesse decidere di metterlo sul mercato. In parole povere, pagheremo un giocatore che verrà in prestito e, se il Chelsea deciderà di venderlo, noi godremo di una sorta di prelazione a basso costo. Non ci ho capito una mazza, lo confesso. E ciò che non comprendo appieno mi rende diffidente. L’olandese peraltro viene a coprire il buco lasciato dall’italianissimo, giovanissimo – e per bocca di quel bugiardone di Silvietto blindatissimo – Cristante, ceduto a titolo definitivo al Benfica per 6  milioni – malloppo che, come ha detto giustamente qualcuno, verosimilmente ci servirà per pagare lo stipendio di Essien. E poi qualcuno si stupisce che ce l’abbiamo con questa società cazzara, sprecona  e arruffona.

Il Condor inoltre, dopo avere minacciosamente volteggiato per giorni  su Cerci, spinto dalla sua storica e famelica ossessione per gli ex neroazzurri, ha puntato su Biabiany e alla fine lo ha ghermito. Ma, colpo di scena, Zaccardo ha mandato all’aria tutto quanto dichiarando di non volersi schiodare dagli zebedei anche in questa sessione di mercato. Di conseguenza il Condor, che aveva previsto tutto ma non aveva detto niente perché adora le sorprese, ha mollato il giocatore del Parma e ne ha catturato uno che con quest’ultimo non c’entra un tubo: Jack Bonaventura, un ripiego che a me personalmente piace più dell’obbiettivo principale. Quando si dice azzeccarne una ogni tanto per sbaglio…