Ne abbiamo fatta di ironia sull’entusiasmo di Inzaghi, specialmente qui. D’altronde non si può fare a meno di ridacchiarci sopra: ora le acque si sono un po’ calmate, ma c’è stato un periodo in cui non potevi azzardarti ad aprire una pagina web o di giornale riguardanti il Milan senza che  quel termine ne schizzasse fuori e  ti aggredisse come un sortilegio di Harry Potter.  Winston Churchill diceva: Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo. Speriamo che sia vero nel caso di Pippo nostro – poiché qualche fallimento arriverà, su questo non ho dubbi.

Personalmente continuerò a farne di ironia, poiché l’uso smodato di questo  entusiasmante sostantivo – che chiaramente dietro le quinte ha un ideatore dalla fisionomia ben delineata – ha toccato dei livelli di grottesco straordinari, irraggiungibili, come parecchie altre cose che hanno caratterizzato il Milan degli ultimi anni. Nel contempo non posso però fare a meno di notare che ‘sto cazzo di entusiasmo, che ci ha ammorbato l’estate e che, temo, continuerà a farlo pure d’inverno, c’è e qualche frutto l’ha dato.  Ho visto una squadra motivata e, diciamolo pure, entusiasta, carica, grintosa. Cattiva. Sì, in alcuni frangenti anche cattiva.  Mai percepita la stessa cattiveria nel Milan ancelottiano, ad esempio, neppure nelle sue versioni più vincenti. Men che meno in quello leonardiano e allegriano. L’ultimo Milan veramente cattivo che ho visto è stato quello di Capello.

La partita di Parma è stata una gioia per gli occhi di chi ama il calcio-spettacolo. Meno per quelli di chi ama il calcio tout court ma tant’è  (la sequela di pirlate messe in atto da entrambe le squadre avrebbe fatto la gioia della Gialappa’s).  Comunque mi sono divertito come non mi accadeva da tempo.  Non ho ambizioni da scudetto o zona Champions, poiché  non credo che questa rosa sia all’altezza per potervi ambire, per cui uno spettacolo del genere è stato per me – e credo non solo per me –  qualcosa di straordinario.

Questo per il momento. Se però devo tornare a giudicare razionalmente e parlare del calcio che mi piace e che vorrei che il Milan praticasse sempre beh, non ci siamo.  La Roma e la Juve, ovvero le due squadre che senza ombra di dubbio faranno il vuoto in tempi abbastanza brevi, nelle prime due giornate hanno fatto tre gol a testa  e non ne hanno ancora subiti, pur  giocando in modo tutt’altro che spumeggiante. Il Milan ha gli stessi punti,  di gol ne ha fatti ben otto ma ne ha subiti una caterva, cinque, e ha giocato bene, a tratti benissimo. Preferisco però la solidità delle prime due alla condotta sbarazzina, altalenante, distratta del secondo. Sempre. Zemanlandia non fa per me, anzi, dirò di più,  ne sono terrorizzato. Pippo è a un nulla dal piacermi. Ma per completare l’opera, nel prosieguo della stagione dovrà riuscire nell’impresa di limitare le carenze della nostra fase difensiva. In tal caso  mi conquisterà. Poi, l’anno prossimo, ne riparleremo.