ciuccio

Comunque è abbastanza evidente…

Fra i numerosi motivi di curiosità presentati dalla stagione in corso ce n’è uno su tutti, ed è rappresentato dal luogo in cui Tevez ha tenuto nascosto il ciuccio fino al 70° minuto prima di metterselo in bocca. Al secondo posto c’è il tempo che occorrerà all’ambiente rossonero per schiaffare Pippo sulla graticola. Con entusiasmo ovviamente, ma spietatamente come al solito. Noto già le prime avvisaglie. Silvietto, dal canto suo, ha già messo un po’ di condimento – per ora soltanto un pizzico di sale – dichiarando che lui i consigli li dà, ma non viene ascoltato (naturalmente, in caso di vittoria giocando esattamente allo stesso modo, avrebbe detto che i suoi consigli sono stati applicati alla lettera).  Ma a parte le cazzate  che dice Silvietto,  a mio avviso la partita persa nettamente contro la Juve ha generato un senso di delusione eccessivo in buona parte della tifoseria. La quale già comincia a chiedersi se Pippo sia stato una buona scelta. E se la partita contro i gobbi sia stata preparata tatticamente nella giusta maniera.

Le risposte sono semplicissime: no, Pippo non è stato una buona scelta, poiché per principio non si dovrebbe mettere un allenatore alla primissime armi alla guida di una squadra costruita in modo così casuale e incompleto; però non è stata neppure la più disastrosa delle scelte societarie degli ultimi anni. E sì, la partita contro i gobbi è stata preparata come si doveva, ovvero cercando di limitare i danni e agguantare un pareggino, per poi indirizzare le attenzioni verso le prossime due trasferte di Empoli e Cesena, nelle quali raggranellare sei punti potrebbe non rappresentare un’impresa impossibile. Si potrebbe disquisire ore e ore sul secondo tempo oggettivamente rinunciatario del Milan, su ciò che Pippo avrebbe dovuto fare e non ha fatto, ma nello sport spesso si fa ciò che l’avversario ti permette, specialmente quando quest’ultimo è nettamente più forte. Gli avversari di Usain Bolt sanno perfettamente che cosa devono fare per batterlo, devono correre più velocemente di lui. Perché allora non lo fanno?

graticola

Devono ancora scrostare i resti di Clarenzio, ma fra poco sarà pronta

Torno alla mia curiosità iniziale: quanto ci metteranno a schiaffare Pippo sulla graticola? Qualora facessimo bottino pieno nelle prossime due gare avremmo 12 punti in cinque partite, un punteggio di tutto rispetto; il morale, anzi, l’entusiasmo della squadra ne gioverebbe e la corsa al quinto posto potrebbe proseguire senza troppi affanni. Ma ciò nonostante sono certo che Pippo, su quella graticola, ci finirà in ogni caso nel giro di poco tempo. Poiché è scontato: se  si assesterà intorno al quinto posto lo attaccheranno perché non sarà al quarto, se si assesterà al quarto lo attaccheranno perché non sarà al terzo e così via. E’ già accaduto, da Carletto in poi. Leonardo disputò una stagione splendida, ma lo massacrarono. Non voglio riaprire vecchie discussioni, ma Allegri è stato un buon allenatore, ha vinto uno scudetto, si è piazzato secondo e terzo, ma lo hanno riempito comunque di merda e continuano a farlo. Seedorf ha sfiorato l’Europa League prendendo la squadra quando si trovava nelle vicinanze della zona retrocessione, ma  è stato cacciato nel modo squallido che conosciamo. La specialità culinaria del Milan, dal 2007 in poi, è l’Allenatore in graticola. E chi se ne occupa non è mai un singolo, ma una vera e propria equipe di cuochi. La mia previsione è che la cottura di Pippo comincerà intorno a dicembre. Ad esagerare.