Il paremetro zero a pelle non è simpatico a nessuno.
Tutti vorremmo vedere la società impegnarsi  spendere cifre adeguate a rinforzare la squadra. Perchè in una alta percentuale di casi chi spende di più (e meglio) vince.
Tutti inoltre vogliono la cd “programmazione” e, anch’essa, senza soldi è difficile se non impossibile da fare.

Il parametro zero invece è una sorta di arte dell’arrangiarsi, una sorta di tiriamo a campare. Siamo senza soldi? Raccattiamo quello che troviamo e viviamo alla giornata: se va bene sono un fenomeno, se va male non è costato nulla.
Tendenzialmente potrebbe sembrare un gioco dove si rischia di vincere, tanto, mentre la perdita è relativamente contentuta.
Ma è davvero sempre così?
Scorrendo la lista dei nostri parametri zero del passato scopriamo grandissimi giocatori, che tanto hanno dato alla causa, come tantissime ciofece assurde che non hanno fatto altro che ingolfare la prestigiosa panchina di San Siro e il monte ingaggi della nostra società.

Se da un lato (quello buono) troviamo: Tomasson, Leonardo, Cafù, Yepes, Van Bommel e Menez (per indicarne alcuni), l’altro lato della medaglia ci porta i nomi di: Vieri, Rivaldo, Dhorasoo, VogelOnyewu, Traorè, Essien, Flamini e Taiwo (sempre una piccola selezione).

La differenza sostanziale è che per acquistare questi giocatori a fine contratto devi garantire loro uno stipendio assai alto (Mexes, mi senti?) e solitamente anche abbastanza lungo. Il risultato è sotto gli occhi tutti: se va bene va bene, se va male va malissimo poichè ti tieni in rosa un giocatore scarso con un contratto oneroso e lunghissimo, praticamente impiazzabile, anche perchè assai spesso in età non più giovanissima.

Eh ma anche se spendi 20 milioni per un brocco poi non lo riesci a passare, TIFOSOTTO!” potrebbe sentenziare qualche vigile urbano.
Togliendo il fatto che solitamente (seppur con minusvalenze) poi quel giocatore lo riesci lo stesso a piazzare vi dirò una cosa strana: è proprio questo il bello.
La vita è fatta di scelte. Le scelte devono poter essere valutate per definire la bontà o no di un lavoratore.
Se un mio dirigente ha X milioni di euro di budget e li spende per comprare determinati giocatori che si rivelano poi scarsi, quel dirigente lo licenzio.
La formula del parametro zero invece è subdola perchè permette a chi la usa di mascherarsi sempre. Se va bene “è stata una grandissima intuizione di mercato del solito volpone”, se va male “non ha reso quanto aspettava ma pazienza, è costato zero!”.
Poi se quel parametro zero con contratto enorme pluriennale non vuole cambiare squadra (è un calciatore ma mica è scemo) la colpa è sua, perchè la società gli offre altre soluzioni, ma lui e la famiglia non vogliono spostarsi da Milano.
Strana la vita eh? Regali qualcosa a chi non se lo merita e poi costui non vuole più privarsene… Non c’è più religione proprio.