Di tutto il polverone sollevatosi da domenica intorno a Milan-Udinese  ho capito poco. Anzi, nulla. A parte che questi polveroni si sollevano sempre quando il Milan osa arrampicarsi più del dovuto nella classifica di questa mediocre Serie A. Comunque, ad gol fantasmaesempio non ho ancora capito se la zuccata di Rami avesse oltrepassato completamente la linea di porta oppure no. Dapprima si era parlato decisamente di gol fantasma, poi, il giorno successivo, si è cambiata completamente versione narrando di un pallone entrato “soltanto” per un 99,99%, quindi non entrato da regolamento. Ho visto anche delle immagini, ovviamente. Le quali, anziché chiarirmi le idee, me le hanno incasinate ulteriormente.  Se queste immagini, ad esempio, le osservo prima di colazione mi sembra che la palla sia completamente dentro, se invece lo faccio dopo  mi s’insinuano migliaia di dubbi nella mente (potete sostituire colazione con cena o pranzo, è soltanto un modo come un’altro per dire che non c’è nulla di chiaro in quelle immagini). Stesso discorso  per il rigore non concesso a Badu: boh, sarò di parte,  ma più rivedo le immagini e meno eurini scommetterei su fatto che quello fosse rigore. Non dico che non lo fosse, dico soltanto che non sono certo che lo fosse e che mi stupisco quando leggo che esistono esseri umani intorno a me che ne sono strasicuri. Di un presunto fallo da rigore su Menez di cui ho letto in giro non vedo traccia da nessuna parte, neppure per un fugace esame delle immagini, per cui non posso esprimermi in merito –  manifestare qualche lieve perplessità circa questa sparizione sì, però.

In definitiva, gli unici episodi su cui posso emettere sentenze certe sono due: il rigore su Honda, l’espulsione di Essien, due decisioni chiaramente sbagliate, che per il differente peso specifico hanno danneggiato maggiormente l’Udinese. Pochino per romperci i coglioni dopo una gara giocata da schifo dall’Udinese e stradominata  dal Milan dal primo all’ultimo minuto, mi pare.