pippoPare che la partita di Coppa Italia di domani contro la Lazio, la stessa Lazio che ci ha bastonato pochi giorni fa, sia decisiva per decretare il destino di Pippo Inzaghi. Qualcuno addirittura  sostiene che Mister Entusiasmo abbia le ore contate a prescindere, e che il Tasso ne prenderà il posto fino alla fine della stagione. Posto che verrà a sua volta preso da qualcun altro. E qui si scatena una pletora di nomi improbabili,  che però hanno il pregio di mettere di buonumore il Cacciavite, per lo meno quello ancora dotato di un residuo senso dell’umorismo: fra questi nomi spiccano il sempre attuale Spalletti, l’affascinante Montella, finanche  il pezzo grosso Antonio Conte.  Tutta gente che ha di meglio da fare che venire a sputtanarsi la carriera da noi, suppongo.  E soprattutto tutta gente che pecca di tre difetti sgradevoli: esige rinforzi, retribuzioni adeguate e mal sopporta che gli si scassino le palle sugli aspetti di propria competenza.

Staremo a vedere. La mia  opinione è che Pippo debba essere esonerato. Questo non significa che lo ritenga responsabile del disastro cui stiamo assistendo; l’unica cosa di cui lo ritengo veramente responsabile è di essersi lasciato coinvolgere dai giochetti di qualcuno e di avere compromesso la propria carriera sul nascere, accettando un incarico per il quale sapeva benissimo di non essere pronto. La mia richiesta d’esonero significa soltanto che, secondo me, una scossa a quella banda di mediocri, presuntuosi, isterici, leccaculo che compongono la nostra rosa sia necessaria.  Magari stasera si vince, anche se ne dubito fortemente, ma la partita successiva con ogni probabilità ripresenterà gli stessi problemi di sempre; quindi perché aspettare?  C’è chi pensa che il Tasso sarebbe la soluzione più logica, per ragioni finanziarie ma anche pratiche: meglio che l’eventuale successore di Pippo incominci il suo lavoro d’estate, per conoscere la squadra, imporle la propria impronta, eccetera. D’altro canto, c’è la convinzione che Tasso sia parte dei problemi che affliggono il Milan negli ultimi anni e che la sua “promozione” non farebbe altro che dare continuità alla vaccate viste finora, e si ritiene quindi che sarebbe meglio cambiare subito.  La strada giusta sa Dio qual è.  Personalmente penso sia meglio imboccare la seconda e che già da adesso si dovrebbe cambiare. E una volta tanto si potrebbero lasciare da parte le tradizionali stupidaggini tipo “il Milan ai milanisti” e andare a pescare qualcuno che conosca il suo mestiere grazie ad anni e anni di bastonate rimediate nei campi di provincia, di serie B e serie C (la chiamo ancora così) di tutta Italia. Ce ne sarà uno libero? Dove diavolo è finito il mio amico Ballardini, ad esempio?

Stanno per giungere i giorni del Condor, ma temo che non potrà essere una sessione di mercato come questa a produrre benefici, specie se a condurla sarà il solito irritante pennuto; contassi qualcosa, questa volta gli impedirei di volteggiare a casaccio come d’abitudine e gli intimerei di non portare a casa qualche maleodorante carogna delle sue, puntando decisamente su quanto detto sopra, ovvero il cambio in panca.  Che non raddrizzerebbe la baracca, questo è impossibile, ma almeno le impedirebbe di crollare e trasformarsi in un cumulo di macerie. Perché attenzione, il rischio esiste. Eccome se esiste.