A parte per qualche sporadica parentesi, i mercati del Milan non mi piacciono da circa  una ventina d’anni.  A ogni chiusura, mi è sempre sembrato che si sarebbe potuto fare qualcosa di più, oppure che sarebbe stato meglio fare qualcosa in meno; sotto quest’aspetto ammetto di essere esageratamente incontentabile. Un vero tifosotto, insomma, anche se, a mia parziale discolpa, bisogna dire che il modo di operare sul mercato di Adrianone è stato negli anni, specie negli ultimi, spesso e volentieri ambiguo, ondivago, incomprensibile. Per fortuna fino al 2007 sono stato spesso smentito dal campo, per sfortuna, successivamente, ho avuto sempre ragione.

Questa sessione di mercato, pur essendo stata al solito poco chiara, non mi ha fatto totalmente schifo; magari è perché, visti i tempi di magra, tendo ad accontentarmi un po’ di più rispetto al passato. Oppure perché non abbiamo preso giocatori giapponesi o greci, ma tanti, tanti italiani,  alcuni giovani, altri non del tutto decrepiti.

Cerci, l’ho già detto e lo ribadisco con tutta la raffinatezza che dacerci sempre mi contraddistingue, attualmente caga in testa a Podolski. Il ragazzo avrà bisogno di ingranare, magari impiegherà più tempo rispetto ad altri colleghi a mettersi in riga, ma, collocato nel ruolo giusto e in una squadra che dovesse trovare la propria identità, potrebbe dare tantissimo. Poi permangono i dubbi se questa squadra troverà mai una propria identità, specie in assenza di investimenti importanti e di una vera rivoluzione societaria, ma questo è un altro paio di maniche.

paletta_1Paletta francamente non l’ho capito. Intendiamoci, a parte l’allucinante pettinatura (Silvietto avrà certamente qualcosa da ridire in merito) e le inguardabili esibizioni in nazionale, il giocatore non è totalmente scarso: ha la stazza, non è una pippa tecnicamente, è argentino di origine – e Dio solo sa quanto abbiamo bisogno di gente con quel tipo di mentalità –,  però di difensori centrali siamo pieni zeppi. L’unica spiegazione è che qualche altro pari ruolo, oltre al mononeuronico sicuro partente Mexes, toglierà il disturbo a giugno.

Bocchetti, prima che partisse per la sua solitaria campagna di Russia lo ricordo comebocc un buon difensore. Mi sembra di ricordare anche che,  quando era ancora al Genoa, fu accostato anche a noi, ma che poi non se ne fece nulla, probabilmente perché ancora troppo giovane e integro fisicamente. Ora che le sue caratteristiche si avvicinano maggiormente ai gusti del Condor, ossia ora che è mezzo rotto e prossimo alla trentina, Bocchetti è stato finalmente ghermito. Comunque, se tornasse quasi quello di prima, mi accontenterei: un buon rincalzo.

antonelliLuca Antonelli è un giocatore che ho particolarmente gradito. Un acquisto che mi ha riscaldato il cuore e lo ha riempito di nostalgia;  Roberto Antonelli, il papà, è uno di quelli della Stella, uno che in quell’anno memorabile permise al grande Gianni Rivera di risparmiare le ormai esigue forze e di conquistare il meritato decimo scudetto. Roberto, soprannominato Dustin per la sua straordinaria somiglianza con l’attore Hoffman, non era un fuoriclasse, era soltanto un buon giocatore e un serio professionista. Dalle movenze era evidente che si ispirava al grande Capitano e, con i dovuti distinguo in termini di classe, nell’anno della Stella non ne fece quasi mai  pesare le numerose assenze.  Dustin fu anche uno di quegli sventurati che precipitarono immeritatamente nella prima serie B, e che contribuì, peraltro segnando e facendo segnare in abbondanza, all’immediata promozione in serie A l’anno successivo. Luca, prodotto del vivaio, oltre al merito di essere figlio di cotanto padre, ha anche quello di essere un buon terzino, e andrà a coprire un ruolo attualmente infarcito di pippe immonde e promesse disattese. Niente male davvero.

Destro è un vero nueve. Questa mania del falso nueve mi sta sulle palle.destro Pesantemente. Sia perché siamo in Italia e non si capisce perché non si debba dire “falso nove”, sia perché, se non si è  il Barça con Messi, rinunciare a un punto di riferimento costante là davanti che la butti dentro con una certa regolarità e autolesionistico. Tra l’altro il ragazzo ha già dimostrato di saperci fare, il problema sarà trovare il modo di fargli arrivare almeno due o tre palle giocabili in area a partita; poiché Mattia è bravo, ma non è Van Basten,Ronaldo né Shevcenko.

Suso…  mai visto. Non posso giudicare.

Si può pensarla come si vuole circa il valore di questi nuovi acquisti, ma non si può negare che Adrianone si sia mosso attivamente; ammettendo in qualche modo, ancorché involontariamente, che prima non eravamo affatto apostocosì. Il centrocampo è stato come sempre trascurato; si è fatto un tentativo per Baselli,  è andata buca e se ne riparlerà forse la prossima estate. Ma a parte questo, i dubbi sono i soliti: ci si è mossi  per tappare soltanto delle falle? O per blandire e distrarre una tifoseria che stava destandosi dal tradizionale torpore e a cui stavano cominciando a girare vorticosamente i coglioni?  Oppure – ipotesi a cui credo di meno – dietro a tutto questo inusuale attivismo, c’è invece la volontà di ripartire in modo serio ed efficace?  Difficile dare delle risposte ora. Di certo c’è che la mediocre squadra della prima parte della stagione è stata rivoltata come un calzino. Male che vada, nella seconda parte si farà schifo allo stesso modo.