Nell'immagine, l'ultimo giocatore capace, secondo la leggenda, di convincere Jérémy Ménez a passargli il pallone.

Nell’immagine, l’ultimo giocatore capace, secondo la leggenda, di convincere Jérémy Ménez a passargli il pallone.

Supermegapartitone – Del derby di domani sera ha già scritto ieri Bubu – detto anche “l’uomo che litiga solo per colpa delle tessere dei supermercati” (e c’è sicuramente qualche lingua in Amazzonia o dalle parti del circolo polare artico in cui questa lunghissima frase si dice usando solamente la parola “Bubu”) – e non c’è molto da aggiungere: è un derby importante in sé, come tutti i derby, benché un po’ scialbo al punto di vista tecnico e degli obiettivi di classifica. Per quel che riguarda la partita, senza badare al contesto, sembra in parte quello che spesso è o è stato il derby romano. Però, se in insignificanti derby romani ho visto sgroppare gente come Boksic (che, ok, si mangiava cento gol, però che tagliava le difese come una lama nel burro), CafuPaulo Sergio, qui ci tocca godere del fatale Honda (cit.), l’uomo che la Tunisia tremare fa (quasi cit.), di un fortissimo parametro zero francese che non la passa mai, neanche a sua mamma in punto di morte (“Mon petit Jerry, una volta, prima di morire, passe-moi le ballon”“Non, putain!”), e di una difesa che qui dalle parti dell’internet si suole etichettare con l’acronimo LOL (a parte il terzino sinistro, dai, con Antonelli mi sa che c’abbiamo preso).

Gli avversari – Da parte dei cugini, lo scenario è altrettanto desolato, però loro sono rimasti illusi un po’ più a lungo di noi, diciamo – o, comunque, nessun milanista, se non uno di quelli fessi, pensava di puntare al terzo posto con l’acquisto di Paletta. Hanno il miglior portiere della Serie A, a mio avviso, ma quel duo davanti a lui, Ranocchia-Vidic, è esilarante: non so chi dei due abbia combinato il maggior numero di pasticci quest’anno. Icardi, è forte, lo ammetto, e in più ha ereditato il vizietto tipico del centravanti interista di sfanculare i propri tifosi, o giù di lì. Bravo, Mauro. Poi hanno un loffio Shaqiri, un loffio Hernanes – dai, sicuramente questi due ci puniscono, è matematico.

Le altre – C’è lo scontro tra le prime due, Juventus-Lazio – detta così, sembra un partitone, ma il distacco di dodici punti fa tornare tutto alla normalità di questo campionato piatto come la Terra prima di Cristoforo Colombo – poi ci sono le partite che più ci interessano, tipo il Genoa che va a Palermo, la Sampdoria che ospita il Cesena, il Torino in casa del Sciasciuolo.

Da seguire – Avrei scelto lo scontro tra le prime due se ci fosse stato De Vrij, poiché il difensore olandese è forte e avrebbe dato solidità là dietro ai biancocelesti. Invece un infortunio gli farà saltare l’incontro, e allora direi Fiorentina-Verona, più che altro perché sono squadre che tendono a prendere gol.

Da evitare – Suggerirei il derby, se non fossi milanista. Ero tentato di inserire il solito Chievo mon amour, ma no, stavolta salto il turno. Roma-Atalanta: i giallorossi sono sciapi, i bergamaschi stano facendo di tutto per retrocedere.

IL PROGRAMMA DELLA 31a GIORNATA

Sabato 18 aprile
– ore 18:00: Sampdoria-Cesena
– ore 20:45: Juventus-Lazio

Domenica 19 aprile
– ore 12:30: Sassuolo-Torino
– ore 15:00: Chievo-Udinese
– ore 15:00: Empoli-Parma
– ore 15:00: Palermo-Genoa
– ore 15:00: Roma-Atalanta
– ore 18:00: Cagliari-Napoli
– ore 20:45: Inter-Milan

Lunedì 20 aprile
– ore 20:45: Fiorentina-Verona