milan_coppa_italia_2003Si comincia – Con il Milan-Perugia di stasera si apre ufficialmente la stagione 2015/2016 della squadra rossonera. Il mister Sinisa Mihajlovic ha già annunciato che la coppia difensiva titolare sarà Ely-Romagnoli, confermando insieme sia il giovane che si è ben presentato nel pre-campionato, sia l’ultimo costoso acquisto di questa estate in cui è tornati a fare mercato. Per quel che riguarda i protagonisti della scorsa stagione, Jérémy Ménez non ha ancora terminato il recupero dall’operazione alla schiena a cui è stato sottoposto due mesi fa, perciò probabilmente partirà dalla panchina con la speranza di giocare uno spezzone, mentre Giacomo Bonaventura dovrebbe avere il posto assicurato, benché sia da vedere dove, se da mezzala (in tal caso, Honda dovrebbe bradipescamente coprire il posto da numero 10 anche in campo e non solo sulla maglia), o da trequartista, dove però non ha convinto moltissimo (infatti, quello non è esattamente il suo posto in campo, il giocatore non faceva il trequartista di ruolo nemmeno all’Atalanta).

Per quanto io apprezzi Bonaventura, tra l’altro, tenderei un attimo a prendere con le pinze la sua importanza per questa squadra e per questa rosa in fase di rilancio, poiché, in fondo, durante la scorsa stagione non ha fatto altro che ciò che aveva già fatto a Bergamo, cioè brillare in una squadra di metà classifica. Al Milan serve qualcosa di più.

Detto ciò, benché incontro mezzagostano contro squadra di categoria inferiore, il Milan di stasera non dovrebbe essere dissimile da quello titolare che ha in mente l’allenatore, in attesa di eventuali, nuove operazioni di mercato.

Gli avversari – Il Perugia è una società che nell’ultimo decennio è andata incontro a due fallimenti e successive rifondazioni, la prima con il fu lodo Petrucci nel 2005, la seconda nel 2011 dai dilettanti. Non è più il club degli acquisti esotici, dal lento cinese Ma Mingyu alla carrellata di greci più o meno scarponi portati nel nostro campionato (Dellas, Vryzas, Loumpoutis), dal finlandese Mika Lehkosuo (reduce da una grande stagione europea con l’HJK di Helsinki) ai giovani presi dalla C e fatti giocare in A tipo Fabio Grosso, Fabio Liverani, Marco Di Loreto, per non parlare di Christian Bucchi, catapultato direttamente dall’Eccellenza a una maglia da titolare in massima serie. Da ricordare anche Fabio Gatti per la sua scelta di indossare la maglia numero 44, e soprattutto un calciatore che io ho sempre adorato, davvero forte, Hidetoshi Nakata, grande classe, a cui ancora oggi dobbiamo pensare per ricordarci che il calcio è uno sport universale, nonostante il suo connazionale che oggi indossa la maglia del Milan tenti ogni volta che scende in campo di convincerci del contrario.

Il bello di Nakata è che a un certo punto si stufò di giocare a calcio, provò a rilanciarsi in Inghilterra col Leicester, ma niente da fare, a meno di 30 anni decise che voleva girare il mondo, e così fece per un anno. Dopo, scoprì che in realtà non conosceva nemmeno il suo Giappone, e allora andò a visitare tutte e 47 le province del suo paese, per poi fermarsi e dedicarsi principalmente a tre cose: beneficenza, moda e saké. Sostanzialmente, la vita di Hidetoshi Nakata è quella che vorrei fare io, ma il mondo del calcio ha ancora bisogno di me, quindi no se puede.

Nello scorso campionato di Serie B il Perugia è arrivato 6° ed è stato eliminato ai preliminari dei play-off dal Pescara. Ha iniziato questa edizione di Coppa Italia nel secondo turno, in cui ha battuto in casa per 3-1 la Reggiana: dopo lo svantaggio, a rovesciare il risultato sono stati l’ex rossonero Ardemagni con una doppietta (un gol su rigore) e l’ex Juventus, Brescia e Catania Lanzafame, con un gol che ha fissato il risultato finale.

Il tabellone – In caso di passaggio del turno, ci si troverebbe a incontrare in casa il Crotone. Andando ancora più avanti, si incontrerebbe la Sampdoria a Genova per gli ottavi di finale, e poi nei quarti di finale, a Milano, l’avversaria sarebbe una squadra tra Fiorentina, Carpi e Vicenza.