Questa settimana ho ben poco da dire. Mi limiterò a qualche breve e disordinata riflessione.

1) Dalla partita contro l’Atalanta abbiamo capito che possiamo fare a meno di Lopez, di Alex, di Abate, ma è sufficiente che manchino Bonaventura e Bertolacci e la squadra va in barca. Non ci sarebbe niente di sorprendente, se non fosse che fino a pochissimo tempo fa uno dei due lo chiamavamo “Broccolacci”.

2) Donnarumma: l’unica cosa certa è che, per quel che ha mostrato finora, Gigio è già meglio di Lehmann, Pagotto, Taibi, Kalac e del Dida post petardo. Abbiati e Lopez sono ancora lontani.

3) De Sciglio non mi è mai sembrato un fuoriclasse, ma neppure questo calciatore da  Lega Pro (con tutto il rispetto per la Lega Pro). Possibili cause di questa incredibile involuzione: a) la gnagna; b) la montatura della testa; c) il Morbo di Puppenaz.

4) Chissà quando farà trapelare Silvietto, tramite qualche parlamentare, la sua scontentezza nei confronti di Sinisa. A dicembre? A gennaio? A febbraio? Mai? (quest’ultima opzione l’ho messa perché dispongo di grande senso dell’umorismo).

5) Mourinho sta facendo letteralmente cagare in Premier League e, pur essendo alla guida di una squadra imbottita di campioni, è piombato in piena zona retrocessione. Questo dimostra ciò che il sottoscritto sostiene da tempo, ossia che il ruolo dell’allenatore è sopravvalutato. Oppure il sottoscritto si sbaglia (il che è praticamente impossibile, ma dovevo mettergliela) e si tratta di pura casualità?

6) Se lo ricorderanno ancora i tifosi della Fiorentina l’hashtag #rigoreperilMilan con il quale ci hanno martoriato gli zebedei qualche stagione fa, oppure da quando a usufruire di caterve di rigori è la Viola il senso dell’umorismo toscano si è magicamente esaurito?

7) Chissà che ne pensano i tifosi milanisti del nuovo geniale motto di Adrianone, secondo il quale chi perde tace e chi vince parla. Per conto mio preferisco una dirigenza che si prenda le proprie responsabilità, sia nelle vittorie sia nelle sconfitte (o negli orrendi pareggi tipo quello di sabato).

8) Mai stato tifoso di Valentino Rossi in passato, ne ho sempre mal digerito certi atteggiamenti troppo guasconi, la sbandierata simpatia neroazzurra e, soprattutto, il bacio alla curva del circuito di Jerez nella quale Schumi perse un titolo contro Jaques Villeneuve nel ’97. Negli ultimi anni ho tuttavia simpatizzato per lui perché è indubbiamente un grandissimo campione; inoltre è passato per la Ducati, anche se, purtroppo, con scarsa fortuna. Ma soprattutto è diventato anziano quindi più “umano”, e io ho una debolezza: vado pazzo per i campioni a fine carriera che se la giocano ancora. Mi accadde anche con Jimmy Connors, che da giovane avevo sempre detestato ma poi, nel crepuscolo della carriera, mi è piaciuto un sacco. Quindi bravo lo stesso, Vale, complimenti a te anche se sei stato un po’ pollo. E un enorme vaffanculo agli spagnoli.