A TUTTO CAMPO….GHOST TO GHOST
zamparini 01Quando cercavo lavoro, qualche annetto fa, la speranza dominante era quella del posto fisso. Vai a lavorare in banca e sei a posto tutta la vita era uno degli auspici più in voga. Oggi il posto fisso è uno sbiadito miraggio, più che altro per una discreta mancanza dell’elemento fondamentale ovvero il lavoro.

Anche il calcio non si sottrae a questa tendenza, ma all’inverso. Ovvero, il lavoro non manca ma è il datore di lavoro a creare precarietà, comunque ben retribuita in raffronto al resto del mondo lavorativo.

Penso alle ultime vicende di quell’idiota di Zamparini che ha cambiato un’esagerazione di allenatori tra esoneri, ritorni, necessità e non qualificati. Ed è stato contestato, molto educatamente peraltro, da un tifoso che gli ha detto chiaro e tondo che si sono rotti le palle di lui: meglio in serie C che in A così.

Solo quest’anno la mano di Zamparini ha modificato così la panchina rosanero: Iachini dalla 1ª alla 12ª, Ballardini dalla 13ª alla 19ª, Viviani (per Schelotto) alla 20ª, Bosi (per Schelotto) alla 21ª, Tedesco (per Schelotto) dalla 22ª alla 24ª, Bosi (Primavera) alla 25ª, Iachini dalla 26ª alla 28ª.

Iachini è riuscito a rassegnare le dimissioni prima di essere cacciato, una piccola rivincita se vogliamo o un piccolo traguardo nell’aumento dell’autostima, del resto Zamparini lo ha sempre trattato come un incapace. E’ anche vero che quel cazzo di cappellino fa venir voglia a chiunque di andargli vicino e dargli uno scappellotto di striscio per farglielo saltare via, ma non è il cappellino il problema. Comunque gli addetti ai lavori, quelli sempre informati,  quelli che se anche non vedono le cose le inventano con la tastiera, fanno girare il nome di Ballardini che, dopo gli screzi con Sorrentino & c. e tutto quello che si sono detti reciprocamente, non so come potrebbe ritornare ad allenare a Palermo. E infatti è stato contattato Novellino, vecchio amico del mangia allenatori.

Zamparini è l’eccesso di questo mondo pallonaro, l’esasperazione del concetto di egocentrismo e del delirio di onnipotenza. Roba forte, da uomini con il pelo sullo stomaco. O dal cervello che produce ruggine.
berlusconi

Concetto che si avvicina abbastanza al nostro Silvietto al quale, ovviamente, si aggiunge anche il narcisismo. Si sa che a lui piace molto apparire sempre a posto, con le rughe ben pettinate, con trucco e parrucco impeccabile, abito senza una grinza e cestino delle frasi ad effetto e delle perle di saggezza, da lanciare alle bagnate olgettine di turno, sempre pieno.

Da parte nostra c’è, in compenso, un allenatore che riesce a farsi scivolare addosso i capziosi e maldestri tentativi di certi prezzolati di rendere instabile un equilibrio che, invece, è riuscito a portare a Milanello e che ultimamente si comincia ad intravvedere anche in campo oltre la completa mancanza di una società che lo protegga e tuteli la squadra come fu fatto, chessò, per Inzaghi invece Sinisa deve dire così: ho sempre avuto due cose in questo mondo: le palle e la parola, ho sempre mantenuto tutte e due.

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Dunque un presidente che, dati anagrafici alla mano, non è più un giovanotto di primo pelo ma che a causa del pelo ha avuto disavventure di ogni tipo, un a.d. che il pelo lo ha abbandonato da sempre sulla testa ma ne conserva una parte “virtuale” più o meno come Zamparini ma, essendo più scaltro dell’idiota , lo utilizza in modo efficace ma meno appariscente per la gioia delle clitoridine innamorate.

Una cosa sola mi auguro, ovvero non doverli incontrare mai per dovergli dire: meglio in serie C che in A così.