montellaLa prima è andata di lusso. Per varie ragioni. Perché senza la prodezza finale di un diciassettenne saremmo qui a discutere della gara usando ben altri toni; perché bene o male lo spettacolo offerto da parte nostra non è stato indecente come ci si attendeva; perché, una volta tanto, diciamolo senza timore di assomigliare a quei paranoici dei cugini, abbiamo vinto malgrado un arbitro non dico ostile, questo no, ma non proprio ben disposto nei nostri confronti, e in particolar modo in quelli di Paletta (e dire che il cambio di pettinatura avrebbe dovuto giovargli).

Ho tuttavia letto articoli e commenti televisivi allucinanti. Giornalisti presunti espertoni che scrivevano e parlavano di gioco più brillante e squadra più propositiva rispetto al passato, e mano di Montella che si vedrebbe già. Talvolta, essendo io un tipo umilissimo, mi domando se di calcio ancora qualcosa ne capisca, o se ne abbia mai capito. Mi sorge il dubbio di essere io a vedere in modo distorto le partite, insomma. Allora quando ne ho il tempo (e soprattutto se il Milan non ha fatto schifo, poiché non sono incline al masochismo), mi riguardo le partite che ci vedono protagonisti. L’ho fatto anche per Milan-Torino. Per controllare se mi fossero sfuggiti tutti quei fraseggi, quei passaggi filtranti susseguenti a fitte reti di passaggi di cui avevo letto e che avevo udito narrare. Nulla di nulla. Niente. Nada. Comunque tranquilli, non perderò la mia umiltà, il dubbio di non capirne una mazza resta.

Tutto questo sarcasmo non è in alcun modo generato da astio o prevenzione nei confronti di Montella, né dal puerile tentativo di dimostrare che Sinisa aveva fatto bene: è acqua passata, bisogna guardare avanti. Si tratta semplicemente di esporre i fatti per come sono e tenere i piedi ben piantati a terra: la verità è che la squadra si è comportata in campo come in svariate altre partite alle quali abbiamo assistito lo scorso anno, e lo ha fatto sia nel bene sia nel male: è stata ordinata, unita, grintosa, rapida nel ripartire, concreta in avanti, ma distratta in difesa e carente nella fase di non possesso, quando le forze sono venute meno ma anche prima che ciò accadesse (e questo è in gran parte dato dalla mediocrità del centrocampo). Vincenzo Montella quindi non ha fatto danni per ora, anzi, le sue scelte mi sono sembrate in linea di massima sensate. E sta iniziando a piacermi anche la sottile ironia con la quale è solito replicare alle domande dei giornalisti. Diciamo che, qualora i risultati continuassero a dargli ragione, potrebbe cominciare ad andarmi a genio; e non soltanto per averci salvati dai pericoli Brocchi e Giampaolo.