La conferenza stampa dell’addio di Massimo Ambrosini alla squadra in cui aveva militato per  18 anni e della quale era stato dignitoso capitano fu imbarazzante; una vergogna che collocherei sullo stesso piano dei fari di Marsiglia, della contestazione su commissione durante il giro di campo di commiato di Maldini, del tam tam mediatico contro Clarenzio e delle stupide chiacchiere telefoniche carpite a Meani. Un uomo solo, triste, in una specie di scantinato che salutava amaramente  i propri tifosi, questo fu il quadro di quella conferenza stampa. Comprendo quindi che Massimo nutra un po’ di risentimento verso la società Milan, e a malincuore l’accetto. Quelle che non accetto invece sono certe sue uscite televisive, che non solo suonano irrispettose nei confronti dei suoi vecchi tifosi, ma non fanno onore neppure alla sua onestà intellettuale. L’uscita di sabato sera è straordinariamente  stupida, una sciocchezza che non può appartenere al campo delle opinioni. Si tratta di una palese bugia, insomma, detta appositamente per motivi che ignoro ma che suppongo appartengano a una ben precisa linea editoriale (che il Milan non stia simpaticissimo a Sky  al contrario di Juve e Napoli è cosa nota). Sabato sera non credevo alle mie orecchie mentre dalla bocca di Massimo Ambrosini uscivano le seguenti parole: “Questo Napoli tocca dei picchi di gioco che il Milan di Sacchi non ha mai raggiunto”. Proprio così, ha detto Ambro. Milan-Steaua 4 a 0, Real-Milan 1-1, Milan-Real 5-0, Milan-Juventus 4-0 (doppietta di Lupetto Mannari), Napoli-Milan 2-3, Milan-Napoli 4-1, Milan-Olimpia Asuncion 3-0 —  e molte altre partite  che non sto a riportare ma che ricordo perfettamente — cancellate in pochi secondi da quattro cazzate dette in televisione da un ex capitano un tantino rancoroso e, forse, pervaso da esagerato furore aziendalista. Pazzesco. Non pretendo certo trattamenti di favore dagli ex milanisti in TV, assolutamente, pretendo però rispetto, soprattutto da loro. Mi pare il minimo.