Ci sono parole che un tempo neppure conoscevo o usavo poco e che ora mi provocano nausea  alla sola lettura. Parole come closing, slittare, caparra, cordata, cinesi, Mister Li, raccogliere, milioni. Non passa giorno in cui, consultando la famigerata rete per scoprire le novità riguardanti il Milan (è inutile nasconderlo, un’occhiatina più o meno distratta la diamo tutti), non ci si imbatta in queste parole. Sono stufo, francamente, e di quella vicenda tento di occuparmi il meno possibile. Purtroppo però, di questi tempi, se si vuole bene al Milan, quella vicenda è impossibile ignorarla completamente. Poiché si può dire ciò che si vuole, fare pure gli snob distaccati, ma se si ha a cuore il futuro della squadra, intesa come gruppo di aitanti giovani in mutande che inseguono un pallone per il nostro sollazzo (suona un po’ gay, lo so, ma ci stava bene), una certa curiosità su ciò che stanno combinando Silvietto e Mister Li è impossibile reprimerla. E’ necessario pertanto un brevissimo aggiornamento sulla situazione.

Da quanto ho capito, cioè poco, che rasenta il nulla, la cordata non è più né quella di partenza né quella di metà tragitto; la realtà che porterà a termine l’affare il prossimo 14 aprile — a meno di ulteriori slittamenti a suon di caparre — pare non sia più neppure una cordata, bensì qualcos’altro. Si parla di una specie di società capitanata sempre da Mister Li il quale, aggirando così le leggi cinesi sull’esportazione di capitali all’estero, si sarebbe rivolto a un fondo statunitense chiamato Elliott per raccogliere i milioni necessari e fare alfine cessare la stucchevole telenovela. Ovviamente, l’Elliott (ho controllato, esiste, non sembra una creatura invisibile come il drago disneyano), non è un ente di beneficenza per strambi cinesi che amano cacciarsi nei pasticci, bensì un’azienda che presta soldi a tassi d’interesse altissimi. Si suppone quindi che Mister Li abbia fornito ampie garanzie e, soprattutto, che il fondo le abbia ritenute solide, e che quindi egli non sia lo strambo cinese in cerca di guai che in molti, me compreso, ormai sospettavano. Come potete immaginare orde di cacciaviti hanno prontamente compiuto una straordinaria metamorfosi, trasformandosi da tifosi-contabili in tifosi-economisti; la mia sensazione, quella da tifoso e basta, è che il ginepraio nel quale l’avidità di Silvietto ci ha cacciato sia ancora molto, molto intricato.