Proviamo a mettere assieme tutto ciò che abbiamo udito nel corso della stagione. Tenetevi forte, fa impressione:

Dybala meglio di Messi, che senza i gol sarebbe un calciatore normale; Cristiano Ronaldo? Mi tengo Dybala; la difesa della Juve è più forte di quella del Milan degli invincibili; Higuain è l’attaccante più forte del mondo; Dybala è da pallone d’oro; Higuain è da pallone d’oro; Buffon è da pallone d’oro; Cristiano Ronaldo nella Juve starebbe in panchina, o al massimo farebbe il tornante; Modric chi? meglio LeminaBonucci è più forte  di Baresi; Allegri è il miglior allenatore del mondo; Asamoah ce l’ha più lungo di Rocco Siffredi. (L’ultima l’ho inventata io, ma ci saremmo arrivati presto visto l’andazzo).

Tutte queste scempiaggini non sono state sparate al bar o in uno qualsiasi dei tanti Juventus Club sparsi nella penisola. Queste scempiaggini sono frutto delle fertili menti di fior di “imparziali” giornalisti nostrani e di qualche ex calciatore — anche ex rossonero, ahinoi — ridottosi a inventare cazzate sotto dettatura e spacciarle per opinioni proprie pur di avere ancora un minimo di quella visibilità perduta dopo il ritiro (non penso, non voglio pensare, che la motivazione sia da ricondurre allo stipendio). L’asservimento di gran parte dei media italiani alla causa juventina ha assunto in questi anni dimensioni mai viste prima. Sì, un certo leccaculismo lo ricordo anche quando eravamo noi a dominare, o durante l’infausto quinquennio interista, ma mai e poi mai si era arrivati alle esagerazioni alle quali abbiamo assistito negli ultimi anni. La batosta bianconera di Cardiff è stata salutare  sotto molti aspetti, potrebbe fare bene a tutto l’ambiente (eccetto quello gobbo, ma chissenefrega). Specialmente al mondo mediatico sportivo, il quale ne è uscito peggio della squadra bianconera stessa — sempre ammesso che quel mondo sia mai in grado di produrre un briciolo di autocritica. Qualche mosca bianca però c’è: riporto qui il link del pregevole articolo già consigliato da PJ nel post precedente. Tutte cose arcinote, denunciate da noi e dall’intera blogosfera non bianconera da una vita. Certo, sarebbe stato ancora meglio se oltre a noi anche il bravo Stefano Tamburini avesse scritto determinate cose prima della disfatta juventina (e magari l’aveva fatto, in tal caso chiedo venia), tuttavia, per avere messo nero su bianco e sbattuto in faccia alla propria categoria tali schiaccianti verità, il giornalista de Il Tirreno merita ogni singolo complimento che gli sta piovendo addosso in queste ore. La speranza è che quell’articolo inviti l’intera categoria a serie riflessioni per gli anni a venire; la convinzione è che non lo farà affatto.