Ho raccolto un po’ di dichiarazioni di qualche nostro grande ex in merito alla vicenda che sta tenendo banco in questi giorni.

Billy Costacurta: “Non sono molto sorpreso. È anche condivisibile in un certo senso. Qualsiasi avvocato vuole andare a lavorare nello studio più famoso, qualsiasi professore insegnare a Harvard. Il Milan attualmente non è tra le squadre più forti al mondo. Guardate Kevin Durant che è andato agli Warriors per vincere. Donnarumma potrà aver cambiato la sua idea originaria e deciso per un altro senso. Lui ha già dimostrato di aver 18 anni solo sulla carta di identità, ha una maturità eccelsa. Dietro la sua scelta c’è il richiamo di qualche squadra che in questo momento ha più attrazione economica e blasone verso questo straordinario portiere. Riconoscenza al Milan? Sì probabilmente ci ha pensato per questo anno: non penso sia una scelta degli ultimi tempi. Tutti i tifosi del Milan non si aspettavano un comportamento del genere ma spesso si cerca di salire sul carro migliore. Non penso sia criticabile. La sua è una scelta anche condivisibile, ma rischiosa. Non avrà più il credito che aveva qui al Milan”

Daniele Massaro: “Non so se sia colpa di Donnarumma o Raiola, fatto sta che Donnarumma ha illuso i tifosi. Se è vero che ha regalato sei punti nel girone d’andata è altrettanto vero che nel girone di ritorno ne ha fatti perdere altrettanti. Secondo me andrà alla Juventus”.

Demetrio Albertini: “Personalmente nel restare tanti anni al Milan non mi sono mai ritenuto un ragazzo speciale che faceva qualcosa di normale, ma il contrario. La parte sportiva aveva precedenza su tutto. Vogliamo tutti fare i calciatori ma, in base alle ere del calcio, bisogna essere pronti ad accettare le conseguenze. L’errore è aver portato il contratto di Donnarumma in scadenza, mi auguro che rimanga al Milan. Visto da fuori, lo scenario sembra anche più catastrofico. Il potenziale portiere della Nazionale dei prossimi vent’anni va difeso con ogni mezzo. Ricordo inoltre che stiamo parlando di un diciottenne”.

Arighe Sacchi: “Ho sempre pensato che il valore della persona fosse fondamentale per ingigantire il proprio talento. A proposito di persone, stimavo Donnarumma come ragazzo e come giocatore, ma sono rimasto stupito dalla mancanza di riconoscenza verso il Milan. Questa sua decisione mi fa sorgere dubbi non soltanto sulla sua integrità umana, ma anche sulla sua futura carriera. Gli ricordo che tutti quelli che hanno privilegiato i soldi, come fecero ad esempio Kakà e Shevchenko che lasciarono il Milan per il Real Madrid e per il Chelsea, poi se ne sono pentiti amaramente.

Seba Rossi: “Ti faccio questo omaggio (postando la foto di una sua maglia con dedica ndr) così saprai cosa si sente portare 929 minuti d’imbattibilità con il Milan. Non so se a Madrid ci arriverai”.

Giovanni Galli: “Vorrei che tutti gli agenti capissero che si sta parlando del Milan, non di una squadra qualsiasi.  Bisogna rispettare un club che sta facendo un grande sforzo economico, voglio sapere a questo punto le mediazioni. È maggiorenne adesso, Donnarumma, e ha il dovere di spiegare certe sue scelte”.

Orbene, ho trovato:

Billy sgradevole, si potrebbe leccare il culo a mamma Skyjuve con più moderazione, la pappa a fine mese arriverebbe lo stesso;

Daniele, Seba, Giovanni, Arighe da standing ovation (benché quest’ultimo non riesca mai frenare quei suoi urticanti toni moraleggianti, ma vabbe’, lui è fatto così);

Demetrio, eterno democristiano, si sbilancia pochissimo ed evita accuratamente di specificare chi esattamente ha lasciato che il contratto di quello là andasse in  scadenza.

Non ne ho trovati altri; per esempio, Paolino e Ambro dopo il fattaccio non si sono espressi, o se l’hanno fatto mi sono sfuggiti. Allora mi sono inventato qualcosa io:

Paolo Maldini: “E’ normale. Ve l’ho mai raccontato di quella volta che a me i cinesi non hanno convinto?”

Massimo Ambrosini: Pepe Reina ha fatto parate che Donnarumma non farà mai.”