Avrei preferito incontrare i cugini neroazzurri quando era previsto dal calendario. Noi in quel momento stavamo benone, loro, come ogni anno a un certo punto,  avevano ricominciato a far volare gli stracci, autolimitando così il notevole talento di cui la loro rosa è indubbiamente dotata. Inoltre, i loro tifosi sembravano già quasi rassegnati, e ritornati come d’abitudine a dedicarsi ai processi sommari interni e a concentrarsi sul Triplete del 2010. Oggi la situazione è diversa. Si è rovesciata. Loro pare abbiano ritrovato l’armonia (anche se non hanno incontrato dei rulli compressori, in verità) e una certa continuità di risultati, mentre Arsenal e Juventus, bastonandoci ben bene ma senza troppi meriti, hanno ricordato a noi che ancora non è il momento di ambire di poterci misurare alla pari con certe compagini di livello internazionale.

Con la sconfitta di Torino e la contemporanea facile vittoria dei cugini su un Verona che tradizionalmente adora rompere il cazzo soltanto a noi, le nostre speranze di zona Champions League si sono notevolmente ridotte. Al lumicino, direi. Tuttavia, battendo l’Inter torneremmo a cinque lunghezze e, per lo meno, potremmo ricominciare a mettere loro addosso un certa pressione; e chissà, magari ricomincerebbero a volare gli stracci.

Possiamo farcela. Non facilmente, sudando, imprecando, soffrendo in modo atroce, ma possiamo. Non eravamo scarsi prima di Gattuso, non siamo diventati fenomeni con lui, ma siamo comunque una buona squadra. Giovane e ambiziosa. E’ vero che denunciamo ancora diverse lacune, come il centrocampo incompleto, la panchina non all’altezza, l’attacco poco prolifico, l’irritante ingenuità sparsa in ogni reparto; e a tutto ciò va aggiunta l’asfissiante pressione mediatica sulla nostra situazione societaria, pressione che, sebbene allenatore e giocatori ostentino tranquillità, non può non avere disturbato  un minimo il nostro processo di crescita. Tuttavia, nei due incontri finora disputati contro l’Inter, uno di campionato e uno di Coppa Italia, la nostra presunta inferiorità nei suoi confronti non si è notata minimamente. Anzi.

Infine un pensierino per la gara di stasera dei Gobbi contro le merengues. Potessi tifare per un meteorite (che ovviamente risparmiasse Cristiano Ronaldo) lo farei. Ma non posso; quindi, turandomi il naso: Forza Real! E auguri Juventus.