Mancano cinque giornate alla fine del campionato e abbiamo un’unica certezza: la prossima stagione sarà per noi la quinta consecutiva che ci vedrà assenti dall’amata Champions. Una competizione  che ci regala enormi soddisfazioni — lo ha fatto anche quest’anno, sebbene non vi partecipassimo — ma che presenta anche un livello di competitività per il quale, ammettiamolo, non siamo ancora attrezzati. Niente Champions, quindi. Se fossimo partiti subito con Rino forse in questo momento staremmo parlando d’altro, di un nostro grande ritorno nella competizione per squadre di club più importante del mondo e di un settlement agreement ottenuto a condizioni più vantaggiose di quanto invece ci verrà concesso da quei cattivoni dell’UEFA, ma sono tutti discorsi oziosi: con i se e i ma, nel calcio, si va poco lontano. Magari, anche senza la discutibile conduzione tecnica montelliana, saremmo nella stessa situazione, chi può dirlo?

Di incerto, invece, c’è la qualificazione all’Europa League, e in modo particolare il sesto posto, che quest’anno dà accesso diretto alla fase a gironi. Do per scontato che batteremo il già di fatto retrocesso Benevento; non agevolmente (per noi questo termine è caduto in disuso da tempo, essendo la nostra sterilità offensiva ormai pecca conclamata), ma lo batteremo, e azzardo pure un pronostico: due a zero (per il momento grattatevi, mi insulterete con calma in caso di risultato negativo). In ogni caso sarebbe inaccettabile anche un mezzo passo falso: Atalanta, Fiorentina e Sampdoria sono tutt’altro che scarse, tutt’altro che fuori dai giochi e tutt’altro che rassegnate a concederci un finale di stagione sereno. La prima ci sta alitando sul collo ad appena due punti di distanza e dovrà affrontare il Toro in casa propria, la seconda (a tre lunghezze da noi), si recherà a Sassuolo, il quale certamente si farà asfaltare miseramente (così, per il semplice gusto di romperci le palle per un’ennesima volta); la terza (anch’essa a tre lunghezze) dovremmo riuscire a distanziarla, dovendo essa affrontare un impegno proibitivo nella tana di una Lazio forte e in salute.

Il match del giorno non ci riguarda (in realtà trattandosi dei gobbi ci riguarda sempre) e si disputerà nel Covo. Dovesse vincerlo il Ciuccio questo Juventus-Napoli, si riaprirebbero scenari estremamente simpatici per chi, come me, nutre antichissimo e immarcescibile rancore. Non dico altro, sarebbe troppo bello.