Siamo a venti giorni dalla fine della sessione trasferimenti e finalmente stiamo mettendo da parte le evoluzioni societarie e iniziando a pensare a partite e calciatori.

La seconda amichevole stagionale (nella prima il Milan ha battuto il Novara 2-0) ha visto i rossoneri pareggiare 1-1 col Manchester United (reti di Sanchez e Suso) per poi soccombere alla fine di una serie lunghissima di rigori.

Nell’ambito del calciomercato, siamo molto indietro rispetto agli avversari in campionato. Lasciando perdere la Juve, tutte, tranne il Napoli, si sono già mosse con largo anticipo.

La Roma ha ceduto Alisson, Defrel e Nainggolan, ma ha portato a casa, tra gli altri, Pastore, Kluivert Jr. e Cristante. Il belga ex giallorosso è finito all’Inter, che si è inoltre rafforzata con De Vrij, Politano, Asamoah e questo in apparenza promettente Lautaro Martinez. La Lazio, persi pezzi importanti come l’olandese passato ai nerazzurri e Felipe Anderson, è corsa ai ripari con Acerbi e sembra vicina allo svincolato Badelj (quest’ultimo è un ex pallino rossonero, tra l’altro). L’Atalanta ha ceduto molto, ma sta correndo ai ripari con giocatori di seconda fascia che, però, potrebbero ben rendere in ambito gasperiniano, come Duvan Zapata e il nostro ex Pasalic.

Esclusi i riscatti, le operazioni a parametro zero (Reina, Strinic, Halilovic) e i rientri dai prestiti (tra cui Bacca e Bertolacci) noi siamo fermi al palo. Come detto, abbiamo solo venti giorni di tempo.

Nota è a tutti la trattativa Milan-Juventus che coinvolge Bonucci, Caldara e Higuain. A mio avviso, tralasciando gli aspetti finanziari che sono oggettivamente importantissimi ma che voglio un attimo mettere da parte, è una trattativa da portare a buon termine, a patto che l’acquisizione di Caldara sia definitiva senza strane formule di riacquisto o cose simili.

Mattia Caldara è probabilmente il difensore italiano più forte della nuova generazione, forse anche più del nostro Romagnoli, di cui è di meno di un anno più vecchio, e quasi sicuramente anche di quel Rugani che, infatti, la Juve è altresì disposta a cedere. Caldara ha il vizio del gol, ma la scorsa stagione si è ritrovato spesso a saltare partite e finora è stato impegnato solo con una provinciale. Forse il passaggio a una squadra di rango superiore è più facile se si finisce in un ambiente ovattato come quello della Juventus attuale, piuttosto che in quello del Milan di questi giorni. Detto ciò, non vedo particolari controindicazioni nel suo acquisto.

Bonucci, come è venuto, può andare via. Se resta, sappiamo che abbiamo comunque un ottimo (benché non eccellente) difensore. Se va via, ciao e tante belle cose.

Higuain, 31 anni a fine 2018, è secondo me un tipo di attaccante che ci serve. Esclusi la tendenza a essere sovrappeso a fine vacanze e il lieve calo di rendimento nella scorsa stagione (in cui, comunque, ha segnato 23 reti in 50 presenze ufficiali), non vedo particolari obiezioni tecniche al suo arrivo. La sua riserva sarebbe Cutrone, che non farebbe storie, ben sapendo che, continuando il suo miglioramento, sarà molto probabilmente lui la punta rossonera del futuro.

Se – ripeto, se – portiamo a casa questa operazione, a mio avviso sistemiamo potenzialmente il problema che affligge la prolificità rossonera in attacco e non smontiamo in maniera irreparabile una difesa collaudata, tutto somato giovane e molto promettente. Resteremmo, così, con la richiesta da soddisfare da parte di Gattuso (almeno una riserva di rilievo a centrocampo) e una serie di giocatori da piazzare a chi offre di più (i già citati rientranti, forse uno tra Reina e Donnarumma, sicuramente Kalinic).

A prospettarmi questo scenario un mese o due mesi fa, lo avrei come minimo definito eccessivamente ottimista. Forse la scorsa scoppietante estate non è stata un’eccezione.