Devo fare una confessione: a cinque minuti dalla fine ho spento il televisore e mi sono occupato di altro. E non finisce qui: avevo fatto la stessa cosa durante il derby. C’è una spiegazione, non sono impazzito: la certezza che sarebbe accaduto qualcosa di spiacevole. Questo Milan è talmente prevedibile e ripetitivo nei suoi errori che ho voluto privare le mie coronarie da irritazioni che alla mia età potrebbero risultare fatali. Leggere il risultato a giochi fatti fa egualmente incazzare, ma senza sussulti potenzialmente letali. Lo faceva anche Boniperti, allontanandosi dallo stadio ben 45 minuti prima della fine. Comunque credo che la pianterò, se non altro perché questo comportamento sta portando una sfiga pazzesca.

La partita è stata bruttina per via del campo scivoloso e delle nostre assenze, ma interessante. Loro qualitativamente superiori, noi molto attenti in copertura, senza disdegnare di pungere di tanto in tanto. I primi dieci minuti del primo tempo sono stati tutti di marca laziale, poi abbiamo preso loro le misure, colto un palo con Calhanoglu, costretto quel portiere dal nome da escort a parate difficili, creato occasioni; anche loro in verità hanno avuto le loro di occasioni, e stasera Donnarumma è stato all’altezza del suo sontuoso stipendio. Alla fine il pareggio è stato il risultato più giusto, anche se a un certo punto a quei tre preziosissimi punti ci avevamo fatto la bocca. Tutto sommato una buona prova di squadra, viste le premesse e il ruolo da vittima sacrificale che in tanti ci avevano assegnato — e che forse ci eravamo assegnati un po’ anche noi stessi. Questa tendenza a farsi rimontare, a distrarsi o a farsela sotto nei minuti finali, beh, non saprei a cosa attribuirla. E’ un problema, oltre che una rottura di scatole infinita. Detto questo, il prossimo che si azzarda a parlarmi di “culo” del Milan si becca uno sputazzo in un occhio

Da sottolineare i deprecabili atteggiamenti di Simone Inzaghi e Parolo, che hanno protestato vergognosamente per qualsiasi sciocchezza avvenisse in campo. Non dimentico che Higuain è stato squalificato per due giornate soltanto per avere posto una semplice domanda al direttore di gara. Con eccessiva veemenza, ne convengo, ma senza insulti o minacce;  non mi pare che ci fosse una grande differenza fra il suo atteggiamento e quello di Parolo di stasera nei confronti dell’arbitro.