Le ufficialità di Paolo e Zvone hanno suscitato molto motivato entusiasmo. Le parole di Zorro anche parecchi brividi di commozione. Io stesso, che tengo sempre bene a mente il fatto che si tratta pur sempre di professionisti e tento di mantenere un certo distacco, mi sono emozionato. Il racconto della chiamata di Paolo, la corsa in auto in piena notte fino a casa sua, la valutazione delle proposte, l’entusiasmo per come esse sono state accolte e la dichiarazione d’amore per questa società, non possono lasciare indifferenti quelli che, come noi, hanno il Milan nel cuore. Inoltre è estremamente stridente il confronto con Leonardo, accasatosi nuovamente al ricchissimo PSG di soppiatto, senza una benché minima parola di commiato (conosciamo il personaggio e un po’ ce l’aspettavamo, ma è stata comunque una conferma sgradevole). Zvonimir Boban ha lasciato un’occupazione prestigiosa per offrire il suo prezioso contributo nella complicata operazione di rinascita del club, ed è una notizia fantastica. Siamo di fronte a un uomo intelligente, competente e dalla lingua glabra. Uno educato, gentile ma nel contempo duro come il marmo. L’ho adorato da calciatore, sin dalle prime uscite; rare in realtà, meno di quanto meritassero il suo talento e la sua classe, ma essendo arrivato nel periodo aureo berlusconiano, in una rosa piena di campioni stratosferici, dovette sudare non poco per ritagliarsi il posto di rilievo che successivamente occupò. Mi è piaciuto anche da critico e commentatore televisivo, mai banale né succube di quelle linee editoriali ormai tristemente note in una certa emittente a pagamento. Vedremo che cosa sapranno tirare fuori dal cilindro lui, Paolo e Aivan. Sarà un lavoro complicato, ma le mie sensazioni, ora, sono un po’ meno sgradevoli rispetto a una settimana fa.