Dopo un lungo periodo di silenzio, eccoci di nuovo qui. Non che sia accaduto chissà che nel frattempo, ma qualcosa dobbiamo pur scrivere, non fosse altro per dimostrare che ancora esistiamo, che non ci siamo liquefatti nell’afa estiva. Qualcosina in più del poco che ho da dire l’avrei avuto se fossi stato presente a Cesena, come previsto e come invece non è avvenuto per causa di forza maggiore; ma tant’è, ci accontenteremo del sentito dire e di qualche impressione personale.

Ho sentito dire per esempio che all’Orogel Stadium-Dino Manuzzi di Cesena (che per me è “La Fiorita” punto e basta) abbiamo fatto schifo o quasi, e che abbiamo addirittura evitato una vergognosa sconfitta grazie alla solita magata di Donnarumma alla fine del secondo tempo. Ignoro se sia vero, ma sono portato a crederci. E ciò nonostante a non strapparmi i capelli prima del tempo: pur essendo il Cesena una squadra di serie C, giocarci contro a una settimana dalla prima di campionato presentava numerose insidie, prima fra tutte la paura più che legittima di ogni giocatore di spaccarsi in una stupida partita d’allenamento. Certo, lo stesso vale per gli avversari, ma le pressioni e le motivazioni dei calciatori di determinate squadre rispetto ai colleghi di altre è innegabile che siano  estremamente differenti. Il mezzo psicodramma inscenato da alcuni tifosi, insomma, ha poco senso e crea soltanto malumore nel resto della tifoseria.

Archiviati rapidamente i sentito dire, passiamo alle impressioni personali. Si sta scatenando un mezzo psicodramma anche riguardo al mercato milanista. Rassegniamoci, ormai siamo diventati questo, noi cacciaviti: mestruati perenni. A sentire alcuni sembra che Maldini, Boban e Massara abbiano impiegato l’intera estate a tracannare birra e giocare a briscola sotto l’ombrellone a Ibiza. Ruttando e sghignazzando alla faccia nostra, ovviamente. La realtà invece è che il mercato del Milan di quest’anno sarebbe stato complicatissimo anche per gente navigata come Moggi e il Condor dei tempi d’oro, inutile ripetere perché. Eppure sia Gazidis a inizio estate sia successivamente Maldini nelle rare dichiarazioni rilasciate erano stati chiari: rispetto delle regole UEFA e molta, molta pazienza. Malgrado ciò c’è gente che continua a sognare giocatori per il momento fuori portata, e s’incazza perché non li vede arrivare. E’ vero che a ciò contribuiscono enormemente gli spara balle social e i giornalisti di settore (ed è questo il motivo per cui in questo blog abbiamo scelto di tacere e riposare la mente anziché rincorrere le mille stronzate che vengono divulgate), ma un pochino di maturità in più, specie da parte di chi suo malgrado presenta qualche capello bianco, secondo me non guasterebbe.

Continuiamo con le impressioni personali. Che qualcosa sia andato storto è evidente. La vicenda Silva ha finora influito sul mercato in modo determinante, impossibile negarlo. Inoltre ancora non sappiamo se i nuovi acquisti siano di qualità oppure pippe terrificanti (anche se difficilmente saranno più pippa di Bertolacci, Montolivo e Mauri) e se Giampaolo riuscirà a plasmare la squadra com’è nei suoi progetti. Ma appunto, non sappiamo, e non sapremmo neanche nel caso in cui arrivasse Correa. Secondo me, con il mercato svolto finora e quello che si suppone faremo, potremmo essere da ottavo posto come da quarto (non di più), esattamente come lo scorso anno. E’ inutile che ribadisca il mio scetticismo nei confronti del nuovo allenatore (e non è che  il suo dichiarato innamoramento nei confronti di Suso mi aiuti granché in tal senso, devo dire); ma sono confortato dalla sua serietà professionale e dalla stima che gode da parte dei colleghi, e dal fatto che qualsiasi allenatore di un certo livello, se azzecca la formula giusta ed è supportato dalla società e dai suoi giocatori, può fare ottime cose. Di certo non sarà l’Udinese fra pochi giorni  a chiarire la nostra situazione, né il Brescia la settimana successiva, per cui mi armo di quella pazienza che in pochissimi in questo momento stanno dimostrando e attendo. In conclusione: non sto facendo salti di gioia, ma neppure mi sto strappando i capelli. E pazienza se passerò per democristiano per l’ennesima volta.