E’ stata una brutta partenza, questo credo che anche il più ottimista di noi difficilmente avrebbe il coraggio di negarlo. Brutta da qualsiasi angolazione la si analizzi.

Tanto per cominciare, brutta dal punto di vista delle scelte tecniche: utilizzare gli ingredienti del  minestrone dello scorso anno e sperare di ricavarne un sapore diverso, è stato un grandissimo errore; rimescolare il tutto  a quel modo poi, un suicidio. Suso era già stato utilizzato da trequartista in passato e aveva fallito; non si capisce per quale ragione, stavolta, avrebbe dovuto funzionare. Lo spagnolo è quello, ormai lo conosciamo nostro malgrado: il meno peggio di sé lo dà in una ristretta porzione di campo sulla fascia destra, all’interno della quale, diciamo una volta ogni due o tre mesi non di più, sfoggia una prestazione che potrebbe farti vincere la partita (ma non è detto). Poi l’invenzione di Calhanoglu regista: si è sempre detto che il turco potrebbe avere un buon impatto sulle gare in qualsiasi ruolo; concordo, a patto però che a calcio, per regolamento, sia vietato correre. Purtroppo il regolamento del calcio ammette, fra le altre cose, anche la corsa. Cala è una lumaca, sia di testa sia di piede. Non può assolutamente fare ciò che Giampaolo gli ha chiesto domenica scorsa; poteva fare, ancorché male non avendone la gamba, ciò che Gattuso e Montella gli chiedevano gli scorsi anni, ovvero l’attaccante di fascia sinistra, ma non può assolutamente fare altro in un rettangolo verde, neppure la mezzala. Hakan, praticamente, non può fare quasi un cazzo, per lo meno in una squadra un minimo ambiziosa. Borini mezzala poi, perdiana. Borini… lasciamo stare. Castillejo seconda punta titolare… lasciamo stare un’altra volta. La verità è che devono giocare i migliori. Sempre. A meno di condizioni fisiche disastrose, in campo dall’inizio ci devono andare loro, anche qualora non abbiano ancora assimilato  alla perfezione  i complicatissimi schemi del Maestro. Kessiè, Bennacer, Leao, Krunic, avrebbero fatto peggio dei colleghi che sono andati in campo? Ne dubito.

Ma a parte tutto, che il 4-3-1-2 fosse un erroraccio, specie con quel centrocampo, quei terzini, quel trequartista, quelle due punte, era evidente ben prima della sberla di Udine. Quel modulo non lo adotta più nessuno o quasi, e una ragione ci  sarà. Inoltre ricordo perfettamente Boban affermare nel corso di una trasmissione Sky di non amare il rombo di centrocampo, poiché esso costringerebbe i centrocampisti e i terzini a coprire una zona eccessivamente vasta di campo, a scapito di fase difensiva ed equilibrio. Non so francamente che cosa sia accaduto nel frattempo per fargli cambiare idea. Sempre che l’abbia cambiata.

Brutta partenza anche per le dichiarazioni del tecnico nel post gara. Ha destato enorme scalpore l’annunciato probabile abbandono del da me  (e da Zorro) poco amato modulo sopra citato. E devo dire che pure io sono rimasto basito da quelle dichiarazioni. Un cambio di rotta così rapido, dopo una sconfitta sì bruciante, ma che tutto sommato non pregiudica ancora alcunché, è inquietante. Praticamente si abbandonerebbe un modulo provato per un’intera estate  e sbandierato come il marchio di fabbrica dell’allenatore per adottarne un altro, forse quello dello scorso anno, per il quale non abbiamo gli uomini giusti sulle fasce,  se non quelli che Rino adattava nel suo tanto vituperato 4-3-3, ossia i senza gamba Suso e Cala. E si ritorna lì, sempre da quei due. E a una confusione tattica che ci s’illudeva archiviata con l’avvento di questa nuova dirigenza.

Giampaolo ha l’esperienza e — spero — la capacità per correggere i propri e gli altrui errori. Ho letto che si paragona l’abiura di Giampaolo al proprio schema preferito con quella di Sarri nel suo primo anno a Napoli. Il precedente è confortante, anche se dubito fortemente che le due situazioni possano essere avvicinabili; ma come si dice, la speranza è sempre l’ultima a morire.

Brutta partenza anche per gli arbitri. In generale, ma nei nostri confronti in particolare, come d’abitudine oramai. Sono patetiche le lagne di quelli di noi che indicano Pasqua come il principale responsabile della nostra figuraccia, ma è innegabile che il settore arbitrale sia ripartito da dove aveva concluso lo scorso anno, cioè dalla mediocrità, quando non dalla malafede. Una squadra da rifondare completamente quella arbitrale, a partire dalla dirigenza.