Zlatan Ibrahimovic è saldamente piazzato al terzo posto nella mia personalissima classifica  degli attaccanti rossoneri che ho avuto la fortuna — e in molti casi anche la sfiga — di vedere. Lo preciso per evitare domande del tipo: e Nordhal? E Altafini? Vedo video bloggers dalle canizie incipienti, quindi non di primissimo pelo, che recensiscono l’ultimo episodio di Star Wars  asserendo di non avere avuto l’opportunità di assistere al prima trilogia al cinema per motivi anagrafici, e un po’ mi rabbuio, ma insomma,  il “Pompierone” e “Mazzola” hanno perforato le porte avversarie in tempi troppo lontani anche per me. Snocciolo le prime cinque posizioni, così, tanto per perdere un po’ di tempo: 1) Marco; 2) Sheva; 3) Zlatan; 4) Virdis; 5) Weah (si capisce che mi piacciono i bomber forti fisicamente, di testa e di piede eh?).

Me ne sono piaciuti anche molti altri, perciò se l’ho piazzato al terzo posto a ridosso di quei due fenomeni significa che Ibra mi piaceva parecchio. Mi piace ancora per la verità, sono certo che, pur essendo prossimo alla mezz’età, pur avendo subito un brutto infortunio ben oltre i trent’anni, pur avendo disputato negli ultimi due anni un torneo non esattamente  di prima fascia, sia ancora abbastanza competitivo per la nostra serie A. Tutto questo per sgombrare il campo da ogni equivoco; quando Ibra se ne andò — e non per propria volontà, come tutti sanno eccetto le vedove di Silvio — ci rimasi malissimo.

Leggendo qua e là scopro che secondo alcuni lo svedese verrebbe più che altro a svegliare quel branco di somari a suon di legnate, ma chiunque abbia superato i cinque anni d’età e sia dotato di un minimo di sale in zucca sa di non potersi basare su una sciocchezza del genere per esprimere un’opinione sensata sull’acquisto.

Non so se sensata, ma la mia opinione è: se ci fermiamo a Ibra questo acquisto, pur non essendo certamente dannoso, tecnicamente servirà a poco o nulla, se non ad appesantire un bilancio perennemente in affanno e ad addolcire il cuore gonfio di fiele dei tifosi (compreso il mio, non posso negarlo). L’età conta per tutti, possiamo raccontarci fino allo sfinimento la favoletta del Superman iper professionale che vola a salvarci, ma dall’anagrafe, ahinoi, non si sfugge. Non voglio tuttavia esprimere ancora un giudizio totalmente negativo, poiché le cose, quindi anche le mie opinioni, potrebbero essere stravolte dal mercato di gennaio. In parole povere: solo Ibra, non bene, anche qualcos’altro, bene (ovviamente dipenderà anche da cosa, sia in entrata sia in uscita).

Bentornato in ogni caso, Zlatan, almeno vedremo qualche giocata decente. Forse quasi sempre da fermo, ma fa lo stesso.