Maleficium, ci insegnano i latini, è una cattiva azione, un misfatto, un delitto. Successivamente ha acquisito anche l’accezione di atto di stregoneria. Beneficium è qualcosa che giova, che aiuta, che porta sollievo. Successivamente assume anche il significato di “vantaggio” in senso stretto.

Suso e Ibrahimovic. Maleficium e beneficium?

Fino ad Atalanta-Milan 5-0 il Milan ha deciso di appoggiarsi, volente o nolente, a Suso, considerato il giocatore più talentuoso della rosa. Ed in effetti Suso nei 90 minuti complessivi che regalava ogni quattro mesi, prima di questa stagione, aveva mostrato lampi da giocatore di un Milan vero. In questa stagione mai, tuttavia, se si esclude l’estemporaneo calcio di punizione con la Spal (all’andata in campionato) e un paio di assist. Troppo poco per costruire una squadra su di lui. Perché il 4-3-3 reggeva su di lui, le sue limitate invenzioni e la fiducia in lui, nella mattonella lì sul lato destro. Senza tutto ciò il Milan non ha alcun giocatore in rosa da 4-3-3 sugli esterni d’attacco e nelle mezzali.

Poi le telefonate. Di Maldini. Di Boban. Così tradunt. Ed ecco il “vecchio” Ibrahimovic 38enne alla corte di Pioli. Ed ecco il beneficium, la squadra che viene costruita su misura di un leader vero, di un campione vero, dentro e fuori dal campo. Non quell’Higuain che insultava i compagni per un passaggio errato, bensì quel campione che incoraggia i compagni per un passaggio tentato. Questo è un leader, questo è un giocatore su cui è sacrificabile la scelta di un sistema di gioco. Non segna sempre? Poco importa. Riguardare il 3 a 2 di Rebic di domenica scorsa: è lui che spizza la palla a centrocampo ed è sempre lui, al 93esimo, che abbassa la linea difensiva dell’Udinese, portandosi dietro tre uomini e concedendo a Rebic lo spazio per il tiro. Ibrahimovic è imprevedibile, Suso è scontato come un tweet di Ravezzani. Questa è la differenza.

Non sappiamo, ad oggi, se le tante reti realizzate dopo l’allontanamento di Suso dalla squadra titolare (otto in tre partite), successivamente alla vergognosa prestazione in Milan-Sampdoria, siano frutto del caso o del calendario ovvero di un beneficium, quello che possiamo dire è che questo Suso non ha alcun diritto di chiedere la cessione dopo tre (!) sole partite in cui è stato messo giustamente in panchina ma, nel caso, ce ne faremo una ragione e proseguiremo oltre senza particolari affanni, liberati dal maleficium.