Trovo assurdo ragionare per compartimenti stagni quando si analizza una partita di calcio. Dopo Fiorentina-Milan, è stato profondamente sbagliato scatenarsi soltanto contro la direzione arbitrale evitando di soffermarsi anche sulla gravità del comportamento della squadra, l’ennesimo in determinate situazioni. Non giova né alla nostra onestà intellettuale né ai ragazzi, fornire loro alibi del genere.

La rabbia, la legittima rabbia per gli accadimenti di Firenze, ci ha fatto perdere un po’ il senso della realtà. Ci sta, l’importante è, una volta calmatesi le acque, tornare a ragionare con serenità.

Faccio un solo esempio di scarsa lucidità, l’interessato si riconoscerà e certamente mi risponderà a tono: qualcuno di noi ha affermato che se il gol di Ibra fosse stato convalidato ci saremmo ritrovati sul 2 a 0 all’ottantaquattresimo. Non è vero. Non funziona così. Nel calcio, a differenza di altri sport, la sequenzialità degli episodi ha enorme importanza. Se il gol di Ibra fosse stato convalidato come sarebbe stato giusto, ci saremmo ritrovati sull’uno a zero al trentacinquesimo del primo tempo. Punto. Questa è l’unica cosa certa, poi chissà cosa sarebbe successo. Conoscendoci, avremmo potuto anche tirare i remi in barca molto prima e probabilmente perdere la partita. E’ vero che le nostre inadempienze non giustificano le reiterate porcherie arbitrali ai nostri danni, ma in questa partita — e sottolineo in questa — la pista era in una discesa più ripida di quanto lo fosse mai stata qualsiasi altra quest’anno: più scoscesa di una pista nera, più di una Streif, più di una Porta Vescovo di Arabba (questa l’ho aggiunta perché tempo fa ne percorsi personalmente un lungo tratto rotolando e scivolando e ne sono ancora traumatizzato). Eppure siamo riusciti a frenare pure in questa ghiotta occasione, a sovvertire la forza di gravità. Non possiamo ignorare questa scomoda realtà, per rifugiarci esclusivamente in quella senz’altro più confortevole delle responsabilità arbitrali.

Cose strane 2
Cose strane 1
Cose strane 3

Vogliamo tuttavia parlare anche dell’arbitro? Parliamone. Come ho detto non ha senso erigere muri fra gli argomenti, e non ce l’ha sia in un senso sia nell’altro. Con me si sfonda una porta aperta su questo argomento specifico, sono anni che sostengo che l’intero sistema, non solo quello arbitrale,  si sta accanendo contro il Milan in modo indecente, figuriamoci se mi astengo. Non penso che arbitri, stampa, federazione ce l’abbiano con noi in modo particolare perché gli stiamo antipatici, sia chiaro, sarei interista se pensassi una sciocchezza del genere; semplicemente, il Milan è attualmente l’esemplare politicamente più debole del branco e perciò viene preferito dai predatori. E’ una legge di natura: il leone non sceglie la gazzella che gli sta più sui coglioni quando deve cacciare, sceglie sempre quella più vulnerabile, quella che potrebbe causargli meno noie possibili. Pioli sostiene che da qualche partita vede cose strane. Lui c’è solo da poche partite, in effetti. Chi segue attentamente le sorti della squadra da più tempo come noi vede cose strane da anni. Talmente tante “cose strane” che alcune se l’è quasi dimenticate, o ha preferito rimuoverle per preservare il proprio fegato. Si va da episodi clamorosi a un numero di ammonizioni anomalo, specie per una squadra feroce quanto un coniglietto nano come la nostra. Alcune addirittura pazzesche, come quelle a Biglia e Bennacer per falli che in realtà avevano subito, o quella a Castillejo perché tagliò tre metri di campo per correre a festeggiare con i compagni. Alcune anche da regolamento, ci mancherebbe, regolamento che tuttavia, con altri protagonisti, nella stessa situazione, talvolta nella stessa partita, non era stato, non è e — lo sappiamo benissimo — non sarà mai applicato. E’ quest’ultima la parte più grave di tutta la vicenda.

Concludo andando più nello specifico degli episodi di sabato scorso.

Gol annullato. Ibra è stato spinto da dietro, per questo ha  toccato con la mano, la quale peraltro era appiccicata al corpo: checché ne dicano il blastatore Luca Marelli, Nicchi, la stampa “amica”,  la cosa è rilevante, eccome. Inoltre il gol non è stato successivo al presunto tocco, dopo ci sono stati due dribbling e un contrasto vincente. Peraltro, il tocco non è stato neppure chiarissimo, benché a Calvarese siano bastati due nanosecondi per decidere. Quel gol era regolare, non ci sono nuove regole che tengano.

Fallo di Conti precedente al gol del vantaggio. Ebbene sì, il ragazzo si è arrampicato un po’ sulla schiena dell’avversario e se Calvarese avesse fischiato non ci sarebbe stato nulla da dire; però è stato un fallo ignorato a centrocampo come tanti, tipo la gomitata nella nuca a Ibra prima del rigore farlocco concesso alla Juve in Coppa Italia o il fallo su Cala dopo il quale ci infilzò il Torino all’andata; inoltre il gol è avvenuto dopo vari fraseggi, poi Caceres si è impossessato della palla, commettendo un errore e facendo ripartire una nuova azione: niente VAR in questa fattispecie, da regolamento. Se di errore si è trattato, è stato ben meno clamoroso di quelli che in questa partita ci hanno danneggiato.

Espulsione. Se Dalbert non lo avesse steso, Ibra sarebbe andato dritto in porta e se Calvarese avesse potuto non estrarre il rosso, se avesse potuto aggrapparsi a qualsiasi appiglio possibile pur di non prendere questa decisione così sfavorevole a una squadra il cui presidente aveva sbroccato non più di due settimane prima, l’avrebbe certamente  fatto.

Cose strane 4

Rigore Fiorentina. La palla ha cambiato direzione dopo il tocco di Romagnoli, poi è avvenuto l’impatto con Cutrone il quale è stramazzato a terra come se fosse stato colpito da un bazooka (vecchio cuore rossonero). Di poco o di tanto, la palla ha subito una chiara deviazione, a chi non l’ha vista, o l’ha definita alla stregua di una carezza, consiglio vivamente una visita oculistica: questa gente mi fa paura, guida l’automobile, e io talvolta viaggio. Inoltre, la palla non era rimasta nella disponibilità dell’attaccante per puntare la porta come ho letto da più parti, era al massimo rimasta nella sua disponibilità per fungere da sgabello per una più comoda lettura di qualche cartellone pubblicitario posizionato a fondo campo.

Questo è quanto. Leggendo le varie moviole del giorno dopo ho tuttavia appreso che il Milan sarebbe stato favorito dalle decisioni arbitrali. Urge proprietà ricca, potente, presente, incazzosa, altrimenti resteremo la gazzella più vulnerabile ancora per molto tempo.