Per prima cosa, è doveroso informarvi che ci abbandona il nostro redattore Kalunaat, il quale  non è più in grado, per motivi personali, di occuparsi del consueto  post post partita. A lui va un sentito ringraziamento da parte di tutti noi per l’impegno profuso e la puntualità dimostrata in tutti questi anni. Dodici, per la precisione: una vita. Ho sempre detto che il nostro è poco più di un gioco, al quale però i redattori e commentatori devono comunque dedicare una piccola parte della loro esistenza distogliendola dalle cose serie, semplicemente  per amore dello sport e soprattutto del Milan; quando le cose serie oppure soltanto la stanchezza prendono il sopravvento, è meglio smettere, salutare, prendersi una pausa, sia essa temporanea oppure definitiva. Fare le cose malvolentieri, tanto per farle, non ha senso, specialmente in una realtà come questa. Grazie ancora Kalu, vieni a  trovarci ogni tanto.

Non sappiamo ancora come e se la rubrica proseguirà, per la verità. Vedremo di organizzarci in qualche modo. Nel frattempo ci arrangeremo.

Passiamo alla gara di ieri. Sarò molto meno dettagliato rispetto all’amico Kalu nella stesura di questo post, per mancanza di tempo ma soprattutto per incapacità mia di raccontare le partite nel suo stesso modo.

La Samp è una squadra ostica ed esperta, credo che a Marassi sponda blucerchiata sarà dura per tutti. Ieri la squadra di Aversa ci ha messo varie volte in difficoltà, non in modo serissimo ma tenendo la gara in bilico fino al fischio finale. Di grossi rischi non ne abbiamo corsi, a parte due o tre scaturiti da erroracci nostri (ne rammento uno di Bennacer e soprattutto uno cruento di Theo). Il Milan nel primo tempo mi è piaciuto; nel secondo, quando ha cercato di controllare la gara, mi è piaciuto un po’ meno, anche se occorre precisare  che è normale in questa parte della stagione tirare i remi in barca in determinati momenti. Siamo solo all’inizio, eravamo rimaneggiati, eppure la prestazione generale e di alcuni singoli sono state incoraggianti. Inoltre qualcosa dal mercato deve ancora arrivare, l’intervista di Paolino rilasciata a Sky nel prepartita lo ha chiaramente confermato — anche se devo dire che la parte riguardante i rinnovi, che ha avuto tutta l’aria di un messaggino a Kessiè,  mi ha un po’ inquietato.

Le nostre rivali per un posto Champions, tutte più attrezzate di noi secondo alcuni opinionisti (e ahimè, anche secondo qualche tifoso cacciavite piagnone), hanno vinto, tranne la Juventus che ha impattato a Udine dopo avere goduto di un doppio vantaggio. Ma è prematuro sbirciare i risultati altrui, la strada è ancora lunghissima e insidiosa, e come ho già detto siamo soltanto all’inizio di essa. A ogni modo buona la prima, come si suol dire.