Non posso in alcun modo essere additato come uno che cerca sempre il pelo nell’uovo o che non si accontenta quando vince, per lo meno calcisticamente parlando. Dirò di più, se vengo categorizzato fra i cosiddetti ‘risultatisti’ e non fra i cosiddetti ‘giochisti’, anche se mi sta un po’ sulle scatole questo tipo di categorizzazione non mi offendo. Fra Capello e Sacchi preferivo il primo, adoravo Rocco e stimavo Trapattoni, e in generale i santoni del pallone tipo Bielsa, esaltati fino alla nausea mediaticamente ma  dal palmares scarno,  vorrei che se ne stessero sempre ben lungi dalla panchina del Milan.  Poi però bisogna mettersi d’accordo, stabilire che cosa significhi per ciascuno di noi ‘giocare bene a calcio’. Per me significa restare sempre equilibrati, compatti, rischiare poco dietro e puntare velocemente la porta quando consentito; poi, se lo si fa adottando il tiki-taka di Guardiola, il catenaccio di Herrera o il 5-5-5 di Oronzo Canà, non mi importa un fico secco.

Il Milan da qualche partita è poco equilibrato e compatto, rischia molto dietro e punta poco la porta degli avversari, anche quando questi ultimi glielo consentirebbero. Insomma, il Milan ultimamente gioca male. Ieri sera poi, è stato toccato il fondo di questo periodo incerto, e chi stava chattando con me durante la gara può testimoniare che alla fine del primo tempo, malgrado il risultato favorevole e l’uomo in più, non ero né soddisfatto né tranquillo. Contro un Bologna bello e pericoloso, ma sotto di due gol e in inferiorità numerica, stavamo giocando male, sbagliavamo troppo, eravamo lenti, svagati, disordinati. Infatti poi ci si è fatti rimontare in cinque minuti,  sul due a due si è rischiato di andare sotto, si è faticato enormemente anche quando successivamente ci si è trovati in undici contro nove e si è riusciti a prevalere soltanto nel finale grazie a una inconsueta prodezza balistica di Bennacer.

Di certo c’è che non stiamo soffrendo di un male oscuro, o che non siamo  tornati improvvisamente gli scarsi che eravamo diventati nello scorso decennio. Insomma, sappiamo benissimo di cosa si tratta: il Milan è semplicemente stanco, mentalmente e  psicologicamente. L’assenza di tanti titolari importanti è già di per sé un problema grosso, ma il fatto che debbano giocare sempre gli stessi in concomitanza con così tanti impegni importanti ravvicinati credo sia la spiegazione principale di questo evidente calo di rendimento. Di buono c’è che la squadra, almeno in campionato, pur soffrendo, sudando, imprecando, malgrado le difficoltà     è riuscita a ottenere il massimo, segno che l’asticella rispetto allo scorso anno è stata alzata ulteriormente e che gli studi da grande squadra stanno proseguendo positivamente.

Dei singoli non mi è piaciuto Ibra in modo particolare: è vero che ha sfornato un assist e siglato il gol della sicurezza, inoltre è stata la sua imponente presenza a spaventare Skorupsky quando questi ha male allontanato la palla poi finita fra i piedi di Calabria per il raddoppio, ma per tutto il resto della gara è stato lento, impreciso e talvolta addirittura d’impiccio. Leao si è prodotto nei consueti strappi devastanti, uno dei quali ha fruttato il gol del vantaggio, ma era visibilmente stanco ed è velocemente sparito dalla partita: Ante Rebic non manca soltanto a noi, manca molto anche a lui. Il tanto vituperato Ballo-Tourè è stato uno dei migliori; che non sia Hernandez è palese (in pochi al mondo lo sono), ma dovremmo imparare a pazientare un pochino di più con i nuovi arrivati. Grandissimo gol di Bennacer, che però aveva giocato maluccio fino ad allora. Buon ingresso di Bakayoko, anche se ancora dovrà faticare per tornare in condizione. Calabria sempre più capitano. Ottimo Tonali fino a quando il giallo di Valeri a fine primo tempo ha costretto Pioli a un giusto cambio.

A proposito del temuto Valeri: ha arbitrato bene. Il primo rosso in diretta mi era parso esagerato, rivedendo poi l’azione varie volte mi è sembrato evidente che, senza il fallo di SoumaréKrunic avrebbe potuto raggiungere il pallone  prima di Skorupsky. Sul rosso di Soriano penso non ci possa essere alcun dubbio, anche il più estremista e cieco fra gli ultrà bolognesi credo concorderebbe circa la sua legittimità.

E ora mettiamoci comodi comodi sul divano a goderci gli altri che si scannano: per Roma-Napoli vorrei un ‘1’, mentre per Juventus-Inter gradirei una bella ‘x’. Non mi sembra di pretendere troppo.